Lo scenario è critico quanto basta per non dormire sonni tranquilli. Anzi, è talmente disastroso da non consentire ulteriori perdite di tempo sul fronte degli interventi. La viabilità sulla Pontina è il vero nodo da sciogliere e forse qualcosa si muoverà a breve dopo la fumata bianca in Regione. La XII Commissione Tutela del Territorio che si è riunita ieri, e in cui sono stati ascoltati i sindaci e gli enti coinvolti nel caso della voragine in cui lo scorso novembre perse la vita Valter Donà, ha infatti reso noto che è prossima alla conclusione la necessaria fase di studio sulle condizioni geologiche del tratto crollato che, qualora avranno esito positivo, daranno via al progetto già elaborato da Anas con la collaborazione tecnica di Astral, che il 21 gennaio ha ceduto la Pontina ad Anas nell'ambito di un accordo siglato nel febbraio dello scorso anno. «Qualora le analisi dessero esito negativo - ha spiegato a margine dei lavori della commissione il consigliere regionale M5s del Lazio, Gaia Pernarella - verrà predisposta entro marzo una viabilità alternativa con il posizionamento di un ponte temporaneo a ridosso del tratto interrotto». Pernarella ha anche aggiunto che «Si continuerà a seguire da vicino l'evolversi della situazione che, ci si augura, servirà da monito a tutti gli amministratori del territorio».

Nell'occasione il consigliere regionale di Forza Italia Giuseppe Simeone ha chiesto che venga attivata una "task force" fra Regione, Provincia e Anas per la manutenzione delle strade dell'area pontina. «E' a tutti noto che dal tragico evento del 25 novembre scorso la Via Pontina è interrotta, con obbligo di deviazione sull'Appia, salvo il ricorso a una viabilità alternativa, basata però su strade provinciali disastrate - ha affermato Simeone -. Questa situazione impone interventi ormai improcrastinabili per la messa in sicurezza innanzitutto della SR 148. Occorre intervenire prima possibile non solo sulla 148, ma anche sulla 156 e sulla 630, come pure sulle arterie provinciali sempre più dissestate.

Nel frattempo, il circolo Legambiente Terracina "Pisco Montano" ha annunciato ieri la partecipazione dei suoi volontari al presidio organizzato sabato alle 10.00 dal "Comitato No Corridoio Roma-Latina per la metropolitana leggera" proprio all'altezza della voragine che si materializzò al km 97,7. «Aderiamo all'iniziativa - hanno spiegato in una nota gli ambientalisti guidati da Anna Giannetti e Gabriele Subiaco - per ricordare il concittadino Valter Donà, purtroppo ennesima vittima di una tragedia annunciata, e testimoniare ancora una volta la necessità di un immediato ripristino, messa in sicurezza e riapertura della Pontina da Roma a Terracina».