Nessuna rinascita per il museo della civiltà contadina di Carano. La struttura che per decenni a partire dagli anni '60 ha ospitato la scuola rurale, potrebbe a breve non essere più nelle disponibilità della collettività, dopo che gli eredi Garibaldi, ex proprietari dell'appezzamento di terreno servito per realizzare la scuola elementare, dopo oltre cinquant'anni ne hanno chiesto la restituzione. Una vicenda intricata che spegne la speranza dei residenti di assistere alla riapertura del museo della Civiltà contadina, alimentata anche dall'amministrazione Terra che negli anni passati aveva inserito la ristrutturazione dell'immobile nel piano delle opere pubbliche – al costo di 250 mila euro – e addirittura proceduto nel 2014 all'affidamento dell'incarico per la progettazione all'architetto Emanuela Brignone.
La stessa amministrazione ora sembra rassegnata a dover rinunciare a quell'ambizioso progetto. «Purtroppo la struttura - commenta il sindaco di Aprilia Antonio Terra – manifesta anche problemi gravi di staticità e i costi che avevamo preventivato, non bastano a coprire la spesa, che per riqualificare quel piccolo fabbricato diventerebbe onerosa ed eccessiva».
A ciò si intreccia anche l'istanza del privato, che il Comune non sembra voler contrastare. «Nell'eseguire le verifiche del caso – ha dichiarato Terra – ci siamo accorti che l'immobile non è mai stato accatastato e i documenti relativi – atto di donazione e progetti – non sono stati rinvenuti in archivio. Qualche tempo dopo, ci è pervenuta una lettera da parte della signora Costanza Ravizza Garibaldi, che chiede di poter tornare in possesso dei terreni a suo tempo messi a disposizione della collettività. Non abbiamo appigli per poterci opporre e procedere con una procedura di usucapione – come invece stiamo provvedendo a fare ad esempio con la scuola Menotti Garibaldi - proprio perchè non abbiamo in mano neanche un progetto. Abbiamo però chiesto alla famiglia di mettere a disposizione della collettività un pezzo di terreno dove poter collocare una sede per il Comitato. La proprietaria sulle prime si era detta contraria, ora si è presa del tempo per pensarci».
Non è chiaro se la volontà degli eredi, che hanno in mente di realizzare un polo museale legato alla figura di Menotti Garibaldi, sia quella di conservare la struttura o se optare per la demolizione. Di certo il piano finirebbe per sottrarre alla collettività un bene realizzato con soldi pubblici e al quale la collettività resta legata anche da un punto di vista affettivo. «E' una posizione inaccettabile – accusa il coordinatore della Lega di Aprilia Salvatore Lax – sia dal punta di vista etico che dei servizi sottratti alla comunità. Parliamo di una struttura realizzata con soldi pubblici, che dopo 50 anni viene sottratta alla collettività, in un quartiere per altro carente di punti di aggregazione. La dimostrazione della disattenzione nei confronti di periferie abbandonate a sé stesse e alle quali viene offerto in cambio un misero contentino. Se qualcuno in passato ha sbagliato, non può essere la collettività a farne le spese. La scuola c'è, è stata realizzata con i soldi pubblici su un terreno che fu messo a disposizione della collettività e che per almeno 50 anni nessuno ha mai reclamato. Chiediamo pertanto che il Comune si attivi a garanzia della collettività, per reperire la documentazione e mettere in atto la procedura di usucapione per un immobile che alla collettività appartiene».