Rinnovato l'accordo territoriale per la stipula dei contratti di locazione ad uso abitativo a canone concordato. La giunta di Fondi ha infatti deliberato ieri la presa d'atto della sottoscrizione tra le organizzazioni e associazioni di inquilini e proprietari, vale a dire Ape Confedilizia - ASPPI - UPPI per la proprietà e SUNIA - SICET - UNIAT per gli inquilini, che ha consentito la sottoscrizione del nuovo accordo. Il precedente accordo per i contratti agevolati era stato sottoscritto dal Comune nel 2014. Alla luce delle nuove disposizioni normative, che definiscono i criteri generali per la realizzazione degli accordi da definire in sede locale per la stipula dei contratti di locazione ad uso abitativo a canone concordato nonché dei contratti di locazione transitori e dei contratti di locazione per studenti universitari, il sindaco Salvatore De Meo e l'assessore al Bilancio, Tributi e Contenzioso Daniela De Bonis hanno avviato incontri con le organizzazioni e associazioni di categoria al fine di arrivare alla nuova sottoscrizione. Sono stati definiti nuovi indicatori e parametri che tengono conto della classe energetica degli edifici, dei dispositivi di sicurezza e della qualità di vita che i medesimi possono offrire agli inquilini e che, al tempo stesso, rappresentano un incremento di valore dei cespiti per i proprietari. «L'approvazione dell'Accordo nel 2014 ha riscontrato apprezzamento ed interesse da parte dei nostri concittadini - hanno detto De Meo e De Bonis -, che hanno fatto ricorso al canone concordato avendone agevolazioni e benefici fiscali. Per questo motivo, alla luce del nuovo Accordo, l'amministrazione si è impegnata, nella predisposizione del redigendo bilancio 2019, a concedere un'aliquota IMU ulteriormente ridotta rispetto a quella attuale del 5,25 per mille per i locatori che cedono in locazione immobili a canone concordato, e ciò sia per i contratti ordinari che per quelli degli studenti. Agevolazione che spetterà solo se i contratti saranno controfirmati da una delle organizzazioni sottoscrittrici dell'Accordo».