«Io sono sconcertato: in tutta questa storia c'è un filo conduttore dell'illegalità che ha consentito l'apertura e l'esercizio di un cinema multisala abusivo la cui sanatoria passa per la concessione di un'area comunale. Siamo sicuri che la convenzione del 2011 tra privato e Comune risponda all'interesse della comunità?». L'interrogativo è forte e arriva dal consigliere del gruppo misto Salvatore Antoci, ex Lbc da appena un mese e mezzo. Una domanda scomoda, come le molte sollevate dal Pd con Nicoletta Zuliani, fatta venerdì in commissione trasparenza sul permesso a costruire rilasciato il 10 maggio 2018 alla società Torre La Felce per la realizzazione di un parcheggio interrato in viale Nervi su un'area comunale a destinazione verde pubblico. Si tratta di una delle pratiche che la gestione urbanistica dell'amministrazione Coletta ha sbloccato in tempi celeri dando seguito agli effetti della sanatoria rilasciata a Torre La Felce per la realizzazione del cinema Oxer al posto dei parcheggi. La sanatoria, subordinata alla realizzazione futura di altri parcheggi su terreno a verde pubblico di proprietà del Comune, è avvenuta nel 2011, in epoca di grande libertà amministrativa con il commissario straordinario Guido Nardone. Ma come è stato possibile a fronte di un doppio abuso, quello di garage e posti auto sottratti dalla quota di legge al servizio di case e uffici, e quello della realizzazione di sette sale cinematografiche laddove erano previsti parcheggi? Il Comune con questa sanatoria ha spuntato le sue armi a beneficio del privato, ma è possibile che sette anni dopo non possa fare nulla politicamente se ritiene questo percorso irregolare o meritevole di approfondimenti? Lo strumento c'era, ed era quello di rifare la Convenzione. E non sarebbe stato nemmeno troppo difficile, dal momento che l'errore tecnico di due particelle poteva offrire lo spunto, come ricordato ieri da Zuliani, per rifare tutto e riportare la convenzione in consiglio comunale. Invece no, il privato si è messo al riparo presentando un nuovo progetto. Tutto lineare, tutto liscio, «solo un errore che può capitare» per l'assessore Franco Castaldo. E la sanatoria va avanti, evitando richieste risarcitorie dal privato, ma anche evitando di andare più a fondo su una vicenda che non quadra del tutto.
Intanto rivendica la sua azione politica Casapound che lo scorso 31 gennaio, aveva chiesto lumi sulla vicenda del parcheggio attraverso una Pec inviata al Comune, settore edilizia privata. «Ci avevamo visto giusto nel segnalare l'inusuale ritardo della consegna dell'area – dice Marco Savastano – grazie a Latina bene comune e a ‘quelli di prima' si crea un bel precedente a Latina: si può costruire abusivamente un cinema, o magari domani un centro sportivo o un centro commerciale e poi chiedere di sanarlo garantendo la costruzione di un bel parcheggio. Inoltre, con la possibilità di gestirlo per trent'anni».