Il fatto
16.02.2019 - 12:00
«Io sono sconcertato: in tutta questa storia c'è un filo conduttore dell'illegalità che ha consentito l'apertura e l'esercizio di un cinema multisala abusivo la cui sanatoria passa per la concessione di un'area comunale. Siamo sicuri che la convenzione del 2011 tra privato e Comune risponda all'interesse della comunità?». L'interrogativo è forte e arriva dal consigliere del gruppo misto Salvatore Antoci, ex Lbc da appena un mese e mezzo. Una domanda scomoda, come le molte sollevate dal Pd con Nicoletta Zuliani, fatta venerdì in commissione trasparenza sul permesso a costruire rilasciato il 10 maggio 2018 alla società Torre La Felce per la realizzazione di un parcheggio interrato in viale Nervi su un'area comunale a destinazione verde pubblico. Si tratta di una delle pratiche che la gestione urbanistica dell'amministrazione Coletta ha sbloccato in tempi celeri dando seguito agli effetti della sanatoria rilasciata a Torre La Felce per la realizzazione del cinema Oxer al posto dei parcheggi. La sanatoria, subordinata alla realizzazione futura di altri parcheggi su terreno a verde pubblico di proprietà del Comune, è avvenuta nel 2011, in epoca di grande libertà amministrativa con il commissario straordinario Guido Nardone. Ma come è stato possibile a fronte di un doppio abuso, quello di garage e posti auto sottratti dalla quota di legge al servizio di case e uffici, e quello della realizzazione di sette sale cinematografiche laddove erano previsti parcheggi? Il Comune con questa sanatoria ha spuntato le sue armi a beneficio del privato, ma è possibile che sette anni dopo non possa fare nulla politicamente se ritiene questo percorso irregolare o meritevole di approfondimenti? Lo strumento c'era, ed era quello di rifare la Convenzione. E non sarebbe stato nemmeno troppo difficile, dal momento che l'errore tecnico di due particelle poteva offrire lo spunto, come ricordato ieri da Zuliani, per rifare tutto e riportare la convenzione in consiglio comunale. Invece no, il privato si è messo al riparo presentando un nuovo progetto. Tutto lineare, tutto liscio, «solo un errore che può capitare» per l'assessore Franco Castaldo. E la sanatoria va avanti, evitando richieste risarcitorie dal privato, ma anche evitando di andare più a fondo su una vicenda che non quadra del tutto.
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