I genitori degli 84 studenti esclusi dal liceo Meucci di Aprilia scrivono al Ministero dell'Istruzione e alle autorità competenti per chiedere "di intervenire quanto prima per far fronte alla spiacevole situazione che si è venuta a creare". Dopo la pubblicazione della graduatoria definitiva, che ha visto la non ammissione di questi alunni al liceo scientifico e di scienze umane, i genitori hanno deciso di scrivere una lettera aperta al Miur, alla Provincia di Latina, al Comune di Aprilia e alla dirigenza scolastica per manifestare la propria delusione ma soprattutto per trovare una soluzione che eviti il trasferimento dei ragazzi in un altro liceo. 

"Vorremmo porre l'attenzione sul fatto che non si tratta solo di un problema burocratico -amministrativo ma di un vero e proprio problema sociale che grava su 84 famiglie di Aprilia.
Sono infatti 84 le famiglie - si legge nella lettera aperta firmata da una delegazione di genitori  - che dovranno farsi carico dei disagi che comporta il dover far spostare ogni giorno il proprio figlio in un'altra città, sono 84 le famiglie che dovranno sostenere le spese di trasferimento pur vivendo spesso in una condizione di disagio economico, sono 84 i ragazzi che dovranno rinunciare a frequentare le scuole superiori con i propri compagni o con chi condivide la stessa realtà cittadina, sono 84 i ragazzi che dovranno fare i conti quotidianamente con l'inefficienza dei trasporti pubblici e con il dispendio di energie che tutto ciò comporta e che, inevitabilmente, ricadrà sul loro rendimento scolastico. Negli anni passati il doversi recare fuori città per studiare era cosa comune, oggi, i profondi cambiamenti intervenuti nell'organizzazione delle famiglie, lo rendono difficoltoso. In passato, in casa, c'era sicuramente una mamma che coordinava e monitorava le attività dei propri figli, oggi, in casa, nella maggior parte dei casi non c'è nessuno, sia le mamme che i papà sono impegnati nelle loro attività lavorative che, non di rado, li portano fuori città e il dover mandare i propri figli a studiare in un luogo diverso da quella di residenza fa venire meno quell'unico strumento di  controllo a disposizione delle famiglie e cioè la certezza che il proprio figlio frequenti persone e ambienti "conosciuti" o dei quali è possibile reperire informazioni facilmente. Siamo certi che sarebbe possibile far fronte al problema attraverso un coinvolgimento comune delle parti interessate. Chiediamo a Provincia, Comune, Ministero e Dirigenza Scolastica di intervenire, per quanto di loro competenza, per la salvaguardia del diritto allo studio dei nostri figli e di quanti in futuro ad Aprilia vorranno godere di questo diritto".