Poteva essere un appuntamento di routine trascorso a parlare di videosorveglianza e pattuglie della polizia l'audizione di nove sindaci nella commissione regionale sulla criminalità organizzata. Ma poi Paola Villa ha messo scompiglio, quando ha iniziato il lungo elenco delle famiglie di camorra che vivono nella sua città e occupano spazi di economia notevolissimi: sono 12 e lei, il sindaco di Formia, le ha contate una per una. In definitiva è stata l'unica ad ammettere il problema del condizionamento che esiste nel sud pontino da parte dei clan. Per questo l'audizione di giovedì era piuttosto scomoda e molti hanno scelto di non andare o non hanno potuto, non si sa. Assenti i sindaci di Fondi, Santi Cosma e Damiano, Gaeta; Minturno ha inviato un delegato e non c'era neanche il consigliere regionale Giuseppe Simeone che è appunto espressione del territorio. «Purtroppo ho notato ancora del negazionismo, - dice Paola Villa - ho sentito parlare del problema del trasferimento del Tribunale, del giudice di pace. Ma davvero devo ancora sentire queste cose quando si parla di contrasto alla camorra? No, grazie. Io mi sono limitata ad ammettere il bubbone camorra. A Formia abbiamo 12 famiglie (accertate) riferibili ai casalesi e altri e meno di 40mila abitanti e una presenza crescente nell'economia. Io voglio qualcuno che indaghi sul riciclaggio di denaro e le estorsioni, non videocamere, quelle possono servire contro i vandali». Ecco cosa ha scritto la Dia a proposito dei clan nel sud della provincia di Latina, un documento di appena 15 giorni fa: «...negli anni, nella provincia di Latina le indagini hanno fatto registrare la presenza, soprattutto sul litorale, dei gruppi campani riferiti ai Bardellino, ai Bidognetti, ai Giuliano, ai Mallardo ed ai Licciardi. Sintomatica del grado di permeabilità del territori è la confisca, eseguita il 21 febbraio 2018 dalla DIA di Roma, del patrimonio circa 20 milioni di euro riconducibile ad un imprenditore vicino al clan dei casalesi. Inoltre il gruppo Bidognetti è impegnato impegnato in molteplici attività, quali la gestione di cave di marmo, il trasporto di merci su strada, lo smaltimento di rifiuti e il commercio di autoveicoli. Nel semestre di riferimento sono stati, inoltre, arrestati diversi pregiudicati campani. In specie il 12 gennaio 2018 è stato individuato ed arrestato a Formia, dopo un conflitto a fuoco con i carabinieri, un latitante, affiliato al clan Ranucci di Sant'Antimo»