La Fondazione città di Terracina, quella voluta dal Comune per valorizzare al meglio i beni e gli edifici della città, ferma ai box. Una pausa forzata, per le lentezze con cui riesce ad ottenere dal Comune ciò di cui ha bisogno. Un paradosso. Che rischia di pagare caro. Perché per cultura, eventi e turismo, i tempi e la rapidità della risposta, sono tutto. E invece? L'ascensore del Frangipane, mai usato eppure da riparare, unico ostacolo alla riapertura del Castello dato in gestione alla Fondazione, è stato mostrato alla ditta nel mese di luglio del 2018. L'impegno di spesa per la riparazione, per soli cinquemila euro, è stato firmato solo qualche giorno fa. Non è l'unico episodio. Per l'ex convento di San Domenico, anch'esso passato alla Fondazione Città di Terracina, sono stati previsti 27 mila euro circa di lavori urgenti. Lavori per i quali ci sono i soldi. Ma per i quali l'avvio non è stato ancora firmato. E via così. Di pastoia in pastoia. Al punto che nel direttivo comincia a mauturare un certo nervosismo. E chi mancherebbe.

Non solo ci sono beni storici che ogni giorno vanno in malora. Ora che c'è un organismo, voluto dal Comune per gestirli, ci vogliono 10 mesi per una determina. Insostenibile. Di attività se ne potrebbero fare. Molte sono le richieste che arrivano e alle quali non si riesce mai a dare una risposta. Un problema di personale? Un problema di carte e burocrazia? Non è dato saperlo. Di certo di questo passo, la Fondazione potrà ben poco per aiutare il Comune a non perpetrare lo spreco dei palazzi chiusi. Castello Frangipane e ex convento di San Domenico, oggi auditorium comunale, sono passati alla Fondazione proprio perché possano essere gestiti al meglio. Servono però dei lavori, serve avere risposte in tempi compatibili con le esigenze di valorizzazione. Altrimenti si perde anche la credibilità. Chi è il privato che investe nei beni culturali della città, se questi beni non riescono a ricevere l'attenzione necessaria? Si rischia così di vanificare tutti gli sforzi. In vista dell'estate la Fondazione vorrebbe garantire l'accesso ai beni di sua gestione. Una questione di principio. Ce la farà? Certo, se i tempi sono quelli che ha dovuto aspettare l'ascensore del Frangipane (sopralluogo a luglio 2018, determina a febbraio 2019), le speranze non saranno molte. Serve una sterzata decisa. E serve subito.