Magistratura Democratica ha scelto un luogo insolito per iniziare il suo XXII congresso. Un luogo religioso, sociale e simbolico: il tempio sikh di Borgo Hermada. E' lì che venerdì inizieranno i lavori congressuali con un convegno dal titolo a sua volta emblematico: «Dare diritti al lavoro». Tra i partecipanti Gurmuk Singh, presidente della comunità indiana del Lazio, il magistrato Linda D'Ancona , il segretario della Flai Cgil, Ivana Galli, il giornalista e sociologo Marco Omizzolo, il coordinatore dell'Osservatorio Placido Rizzotto, Fiore Zaniboni, il responsabile del Presidio Libera Sud Pontino, don Francesco Fiorillo. A coordinare gli interventi il giudice del lavoro Carlo Sorgi e il Presidente di Magistratura Democratica Riccardo De Vito. L'idea di un congresso di magistrati in un'area dove il tasso di illegalità e lo sfruttamento del lavoro è così elevato da essere un fenomeno nazionale deriva dalla volontà di mandare un messaggio anche alle altre istituzioni e associazioni perché non spengano i riflettori sulle condizioni dei braccianti dell'agro pontino, i quali peraltro scontano, anche, i ritardi della giustizia locale e in specie della sezione lavoro del Tribunale di Latina.