Le parole di Marco Moroni sulla questione del ristoro della Rida Ambiente hanno suscitato forte indignazione, soprattutto tra i movimenti extra consiliari. E non poteva essere altrimenti, visto che la «visita inopportuna» all'impianto Tmb ha coinvolto sia i consiglieri di maggioranza che di opposizione. «Troviamo inopportuno che parte della maggioranza abbiamo accettato l'invito di Rida, la società - afferma Roberto Fiorentini e Daniele Natalizia di Aprilia Possibile - infatti vanta un contenzioso con il Comune che supera i 4 milioni di euro e negli ultimi tempi ha chiesto di costruire una discarica La Cogna. Senza dimenticar Terra ha ricevuto finanziamenti elettorali della società in questione. E addirittura il consigliere Moroni si è lanciato in esternazioni sul caso Rida che lasciano basiti: chiedendo alla sua maggioranza di trattare. D'altronde Moroni, il quale votò il nuovo contratto Aser che putroppo la città ricorda tristemente e che licenziò da presidente della commissione Urbanistica le ‘varianti vergogna' citando il consigliere Marchitti negli anni disastrosi del governo Santangelo rimane coerente con le linea espressa negli anni: trattare. Si vede che non gli piacciono gli scontri, nemmeno quando sono in difesa della comunità».
Ancora più duro è il commento di Mov Ap (Movimento per Aprilia), che sottolinea la «mutazione genetica» della coalizione civica, oggi sempre più simile alla giunta Santangelo che al progetto di D'Alessio. «Moroni, nel rimarcare la sua linea ‘trattativista', conferma quanto sostenuto in passato - afferma il direttivo di MovAp - per le più delicate questioni che hanno riguardato la nostra città: dalla vicenda Aser, passando per la Turbogas, fino ad arrivare alla Rida Ambiente. E proprio la questione dell'impianto Tmb scopre quella che possiamo definire la più grande bugia che ha caratterizzato le ultime elezioni comunali. Oggi la coalizione guidata dal sindaco Terra è un lontano parente di quell'esperienza che nel 2009 porto alla guida della nostra città un insieme di consiglieri che cercarono di farla uscire dal buio in cui le precedenti amministrazioni - di cui lo stesso Moroni faceva parte – l'avevano relegata con la propria sconsiderata gestione. Nell'ultima tornata quel Dna è venuto meno perché, pur di vincere, il sindaco Terra ha introdotto al proprio interno di tutto di più».