Volete sapere qual è la circostanza che da sette anni si verifica più spesso durante la realizzazione di un'opera nel Festival Memorie Urbane? La costruzione di relazioni umane. Come dimostrano (e confermano) le foto pubblicate dalla pagina del festival di arte urbana, firmate dalla fotografa Arianna Barone in occasione dell'apertura di stagione, ogni anno, a ogni muro, si costruiscono decine di relazioni umane, soprattutto casuali, tra l'artista, lo staff e la gente. I residenti si affacciano alle finestre, scendono con vassoi di caffè, si complimentano. Chi passa occasionalmente può anche assumere la posa da museo, tipica davanti a un'opera. Capace anche di dire "non mi piace", con l'occasione unica di poterlo dire all'artista, faccia a faccia, e non sulla bacheca di un social network.

Questo è il miracolo di Memorie Urbane che, si diceva, si replica da ormai sette anni e ha coinvolto numerose città che cambiano di volta in volta. La sirena dell'arte urbana chiama tutti. E bada poco alle formalità. Senza tanti fronzoli, digiuna di conferenze stampa e strombazzamenti vari, in aprile comincia e si palesa con rulli e secchi di vernice davanti a un muro che man mano prende forma. Si  tira avanti instancabilmente anche fino a ottobre. Sostegno ovunque: da pub, imprese, associazioni, anche dalle amministrazioni comunali. A Fondi attivano campagne di crowdfunding, poi c'è un giornale che racconta gli artisti. E così via.

Quest'anno l'apertura è stata affidata a Koktel, spagnolo, cui sono stati affidati 60 metri di muro di via del Piegarello, uniformemente imbrattato da svastiche e falci, insulti e volgarità. Fino a qualche giorno fa. Ora è stato ricoperto con un'opera d'arte solare e leggera, davvero pop, a due passi dal mare, coi colori delle arance, del cielo azzurro, del verde degli alberi, e simpatici pupazzetti col viso da spicchio, quello che si mette nei cocktail.

Applausi davvero a questo festival instancabile che negli anni ha riqualificato i muri di interi quartieri, sempre in cerca di pareti nuove, e soprattutto di relazioni nuove. I promotori sono i tipi di Turismo Creativo di Gaeta, manager Davide Rossillo, e una rete di associazioni sparse per varie città che ogni anno cambiano. Terracina, con l'associazione Bucolica, e Fondi con Il Quadrato, Basement Project Room e UrbOfficina. Terracina è stata la seconda città ad aderire, nel lontano 2012. Oggi è una vera città della street art, ha una sua "galleria" di artisti che, solo a fare una verifica su Google, sono tra i più quotati a livello internazionale. Coinvolte anche città come Latina, Scauri, Lenola, Itri, negli anni. Ci fermiamo qui per ora. In attesa delle sorprese che sono in arrivo quest'anno con Memorie Urbane