E' una sorta di istruttoria interna sulla gestione degli impianti sportivi quella avviata dal Comune di Formia dopo la pubblicazione della relazione sull'attività amministrativa e relative lacune. In particolare ad oggi non è chiaro con quali criteri siano state date in gestione le strutture pubbliche destinate ad attività sportive né se e perché il Comune abbia mantenuto l'onere di pagare le bollette per i servizi. Si legge infatti nel dossier: «...è necessario che i dirigenti provvedano, ciascuno per quanto di competenza, ad una istruttoria circa le attuali modalità di gestione delle strutture sportive di proprietà del Comune di Formia al fine di verificare la loro conformità alla legge e con particolare riferimento alla esistenza o meno di un formale titolo legittimante l'affidamento della gestione, nonché l'attuale vigenza dello stesso e, in caso negativo, il provvedimento formale che ne autorizzi il prosieguo (proroga, rinnovo, ecc.)». E ancora si chiede di verificare se esistono «corrispettivi che il gestore deve versare all'ente e l'effettivo introito da parte dell'ente degli stessi» e inoltre come «sono disciplinate le spese di ordinaria e straordinaria manutenzione e quelle di gestione corrente e se l'ente Comune versi, specificando a quale titolo e in quale misura, un contributo ai gestori».Secondo la prima ricognizione fatta sula pagamento delle utenze allo stato attuale risulta che per il Palamendola l'affitto temporaneo è scaduto, non viene pagato alcun canone e le bollette sono a carico del concessionario; la palestra Fabiani è stata data in concessione con un rimborso mensile di 300 euro, non versato e le utenze sono a carico del Comune, a tal proposito è stata inviata una nota di richiesta di documentazione attualmente in attesa di risposta. L'impianto di via Cassio ha la concessione scaduta e dalla scadenza non è stato pagato il canone di 1.200 euro, le utenze sono a carico del concessionario e si è in attesa dei chiarimenti chiesti dall'amministrazione. I campi da tennis di via Ponteritto hanno la concessione scaduta dal 2013 e il canone di mille euro, poi ridotto a 516 euro all'anno è stato pagato fino al 2018. Il campo di tiro a volo di Castellonorato è l'unico per cui risulta regolarmente pagato il reato di concessione pari a mille euro l'anno. L'impianto pluriuso di Scacciagalline è esente dal canone, le utenze sono a carico del concessionario ma non sono state pagate, il Comune non ha chiesto chiarimenti. Il campo pluriuso di Gianola (presso la scuola Calvino) è esente dal canone e le bollette sono a carico del Comune. Gli impianti pluriuso di Penitro, Trivio e San Giulio non sono affidati a nessuno, il campo della ex Di Donato è sotto sequestro. Lo spazio esterno alla scuola media Pollione è esente da canone e le bollette le paga il Comune. Lo stadio di Maranola è esente da canone concessori e le bollette sono a carico del Comune, identica situazione per il campo di Penitro.