La proposta del Comune di Aprilia di aumentare nuovamente la Tari 2019 attira le critiche di partiti e movimenti. A tuonare contro l'amministrazione comunale è Mov Ap (Movimento per Aprilia) che si dice "sconcertata" per i possibili nuovi aumenti, che saranno discussi nella commissione Finanze del 21 marzo.  "Quanto emerge in queste ore ci lascia sconcerti. Si tratta - spiega Lorenzo Lauretani, presidente di Mov Ap - dell'ennessimo aggravio di spesa per le famiglie e le imprese apriliane. L'aggiornamento dei canoni di conferimento all'impianto Tmb di Rida Ambiente, che sarebbe alla base di questo aumento, fa si che la nostra città paghi un onere ambientale elevato per quanto riguarda la presenza del più grande impianto TMB della regione, ma ora per effetto delle nuove tariffe di conferimento decise con la determinazione del 26 febbraio della Regione Lazio gli apriliani potrebbero pagare una bolletta Tari più elevata aumentando così il livello della tasse locali".

Perciò Mov Ap è convinta che la coalizione civica dovrebbe fare di tutto per evitare che l'aumento della tariffa si ripercuota sui cittadini, agendo però sul contenimento dei costi operativi della Progetto Ambiente e non sugli aumenti (tra i 5 ai 20 euro a seconda del nucleo dei familiari e dell'abitazione) ipotizzati dall'amministrazione civica. "Bisogna evitare che tutto ciò si ripercuota sui cittadini per scongiurare quel disincentivo alla raccolta differenziate che l'ennesimo aumento della Tari potrebbe causare. Per questo bisogna agire sul versante che più di ogni altro può assicurare questo obiettivo ovvero i costi sostenuti dallaProgetto Ambiente che rappresentano la base per la determinazione della Tari I costi operativi della società controllata possono e devono essere oggetto di una specifica analisi da parte dell'amministrazione comunale in forza di quel controllo analogo che le spetta. I dati emersi in merito agli elevati costi sostenuti dalla Progetto Ambiente per i noleggi degli automezzi e all'utilizzo degli interinali attraverso affidamenti diretti ha lasciato perplessi non solo in merito all'entità delle somme spese, ma se non soprattutto al metodo utilizzato ovvero quell'affidamento diretto, e nel caso delle assunzioni quello della chiamata diretta, non in linea con i principi della corretezza nella gestione delle pubbliche amministrazioni. Questa tipologia di costi - continua - rappresenta un primo insieme di voci su cui si può lavorare per un efficiente spending review in grado di trovare quelle risorse per evitare gli aumenti prospettati. Secondo elemento su cui agire è per noi rappresentato dal c.d. coefficiente di efficientamento che il Consiglio Comunale potrebbe imporre di applicare alla società Progetto Ambiente ridurre gli sprechi e rendere più efficiente la sua struttura operativa. Oggi la società rappresenta un'isola felice per ciò che riguarda le decisioni di spesa e di investimenti, in quanto annualmente invia al Comune l'ipotesi di costi da inserire nel Piano Economico Finanziario ovvero l'insieme delle spese che dobbiamo coprire con la Tari. Tuttavia, non è mai stato presentato al Consiglio un resoconto in cui fosse chiaro la loro effettiva entità e se delle economie si fossero realizzate a beneficio del successivo Piano Economico Finanziario. Mai, nonostante le varie circolari del Mef ne dessero costante indicazione, l'aula consiliare ha richiesto all'azienda di introdurre dei miglioramenti di efficienza nella gestione in grado di ridurre i costi complessivi. E' bene ricordare che tra le componenti della Ta.ri riveste un ruolo importante il coefficiente di efficientamento. Basta guardare alle migliori esperienze italiane in primis Milano in cui accanto al controllo a consuntivo delle spese inserite nel Pef ed utilizzo a beneficio dei contribuenti delle eventuali economie realizzate, sempre viene imposto un coefficiente di efficientamento un inferiore al 5 per cento ovvero una riduzione dei costi da parte del gestore attraverso una più efficace gestione".