Il surriscaldamento delle acque del Golfo e il cambiamento climatico in corso, creeranno delle serie ripercussioni per il comparto della pesca professionale, se non saranno adottate le necessarie contromisure. Il grido d'allarme giunge da Erminio Di Nora, presidente provinciale della Fondazione Angelo Vassallo, nonché esperto del settore, il quale ha sottolineato come la pesca, già minacciata da ipersfruttamento, perdita di habitat e cattiva gestione delle risorse, avrà difficoltà ad affrontare le nuove sfide poste dal cambiamento climatico. «Nel giro di pochi anni l'aumento delle temperature- ha affermato Di Nora- avrà un impatto sulla fisiologia dei pesci a causa del minore trasporto d'ossigeno ai tessuti. Questo a sua volta porterà a cambiamenti nella distribuzione sia delle specie marine che di quelle d'acqua dolce. Le popolazioni ittiche con l'innalzamento delle temperature aumenteranno verso i poli e caleranno nelle zone di distribuzione più a sud. Poiché la maggior parte delle specie acquatiche sono a sangue freddo, il loro metabolismo è fortemente influenzato dalle condizioni ambientali, specialmente dalle temperature che possono avere grandi ripercussioni sui cicli riproduttivi, per esempio sulla velocità con cui raggiungono la maturità sessuale, sul periodo di riproduzione e sulle dimensioni delle uova deposte. Dunque, oltre a cambiamenti sulla distribuzione dei pesci, con molta probabilità, ci saranno modifiche nella loro diffusione, oltre che nei cicli vitali con cui gli esemplari giovani raggiungono la maturità. Alcuni addetti alla piccola pesca costiera di Minturno e Formia hanno evidenziato le seguenti concause derivanti dal surriscaldamento delle acque del Golfo. Come prima cosa hanno affermato che sogliole e rombi ad esempio, vivendo in acque più fredde, in questi ultimi due anni si sono allontanate, mentre al contrario è possibile pescare le triglie durante tutto il corso dell'anno e non solo nel periodo di agosto-settembre. Le nostre coste subiscono negativamente l'innalzamento delle temperature con l'allontanamento di alcune specie ittiche e la maggiore presenza di altre come ad esempio le mazzancolle». Per questi motivi, Erminio Di Nora, rimarca che sarà fondamentale per i pescatori adeguarsi a queste modifiche e compito della Politica sostenere questo cambiamento, finanziando l'acquisto di nuovi attrezzi o a riconvertire le attività