È tempo di approvazione di bilanci e anche il Comune di Sabaudia sta tirando le somme. La discussione ci sarà in Consiglio comunale, ma in questi giorni è stata pubblicata la relazione sulla gestione. Una sorta di analisi globale sull'esercizio finanziario del 2018. Il nodo maggiore, come sempre, è quello della riscossione delle tasse non pagate. Mentre il trend per la Tarsu 2009-2012, l'Ici (fino al 2013) e l'Imu (2011-2012) è stato sostanzialmente positivo, si registrano ancora dei problemi con la tassa sui rifiuti (Tares e Tari) dal 2013 al 2018. I ruoli non riscossi ammontano infatti a 3.035.967 euro, con le cifre più ingenti risalenti all'anno 2016. Questi residui attivi «rappresentano il core business delle partite creditorie incagliate, divenute – si legge nella relazione – la priorità centrale nell'azione amministrativa di carattere finanziario». Anche perché il dettato normativo parla chiaro. Quanto non viene incassato con i ruoli, dopo solleciti e attività di controllo, deve essere ri-tariffato nel ruolo del primo esercizio utile con un conseguente aumento della tassazione anche su chi paga il dovuto. Nelle 12 pagine descrittive dei conti pubblici si evince anche un'altra criticità, ossia quella legata alla tempestività dei pagamenti. Il Comune non ha rispettato i 60 giorni, ossia il limite fissato dalla normativa. Certo, la situazione è migliorata rispetto al 2017: si è passati da 165 a 105 giorni. Ma è comunque troppo tempo. L'obiettivo, per il 2019, è scendere a 60 giorni, pena la sanzione della creazione di un fondo di liquidità che si tradurrebbe automaticamente in un blocco di spesa.