La scelta politica di aumentare la Tari passa attraverso una terminologia che tende a rimarcare l'ineluttabilità «dell'adeguamento tariffario dell'imposta sui rifiuti», determinato dal fattori contingenti e imprevedibili. Il breve discorso dell'assessore Lanfranco Principi ha convinto tutte le liste di maggioranza ad approvare il provvedimento, passato malgrado l'assenza in aula del consigliere di Forum per Aprilia Vittorio Marchitti e dei consiglieri della lista Terra Ilaria Iacoangeli e Omar Ruberti: i primi due non hanno preso parte alla seduta di Consiglio, l'altro ha dovuto abbandonare poco dopo l'inizio per impegni lavorativi. Malgrado ciò il provvedimento è passato con 13 voti a favore.

«Il 26 febbraio 2019 – ha rimarcato Principi – la Regione ha modificato l'importo delle tariffe di conferimento agli impianti e per questo è sopraggiunta l'esigenza di rimodulare le tariffe approvate il 20 dicembre 2018. Negli anni passati avevamo un contratto blindato con la Rida Ambiente, scaduto a dicembre 2018: la nuova tariffa sarà di 140 euro a tonnellata rispetto alla proposta di 145 euro presentata dalla Rida Ambiente. Inoltre ad aprile 2019 concorrerà la rivalutazione Istat, che oggi non possiamo quantificare ma che abbiamo stimato in 113 mila euro e dopo l'approvazione delle tariffe è arrivato anche dalla Progetto Ambiente la richiesta di conguaglio 2018 per maggiori oneri di conferimento. Nessuno lavora per gravare sui cittadini con maggiori oneri, di fronte a situazioni non create dall'amministrazione, c'è poco da fare, bisogna prenderne atto, perchè la norma che regolamenta la Tari prevede ce la tariffa copra i costi di servizio».
Proprio partendo da questo presupposto, l'opposizione ha tentato di far capire che riducendo le altre voci di costo sarebbe stato possibile mitigare l'effetto degli aumenti tariffari e anche l'emendamento non discusso di MovAp muoveva in questa direzione. Perché le tariffe di conferimento aumentano per tutti, ma non in tutti i comuni hanno scelto di aumentare la tariffa.

«Con l'avvio del porta a porta e l'aumento della differenziata – ha rimarcato anche Vincenzo La Pegna di Fratelli D'Italia – si era promesso di far pagare di meno. Siamo sicuri che le promesse non siano state disattese per colpa di un percorso economico finanziario sbagliato da parte della Progetto Ambiente? In altri comuni il risparmio grazie al porta a porta c'è stato: esempio virtuoso è quello del Comune di Terracina, dove la Tari non è salita».
Pare evidente che gli aumenti tariffari per l'accesso agli impianti di conferimento possano aver inciso nell'aumento dei costi in bolletta, ma quelle voci incidono solo per poco più di mezzo milione di euro sul bilancio della Progetto Ambiente di oltre 14 milioni di euro che pesano sulla composizione di un tributo che cresce per famiglie e imprese. Un bilancio su cui pesa anche il mancato versamento da parte di Rida Ambiente della somma milionaria relativa ai benefit ambientali, oggetto di un contenzioso tra Comune e patron di Rida, ma incidono anche i risultati della lotta all'evasione, dove cresce modestamente l'accertato di una città in espansione ma non salgono le somme effettivamente riscosse dall'ente. E poi c'è il nodo irrisolto dei costi lievitati a dismisura per l'abitudine della Progetto Ambiente di fare ricorso agli affidamenti diretti per servizi che complessivamente in un anno finiscono per costare ben oltre 1 milione di euro. Dimenticarsi anche solo di una di queste concause, vuol dire rendere una verità parziale, come fa chi asserisce che gli aumenti Tari incidono sui bilanci famigliari per solo pochi euro, prendendo come pietra di paragone non le tariffe applicate nel 2018, ma quelle deliberate a dicembre e superate dalla misura approvata venerdì in aula.