Tanti immobili, ma pochi incassi. È la situazione che caratterizza il patrimonio di San Felice Circeo, in relazione al quale il revisore dei conti, nel documento che accompagna il bilancio di previsione, invita l'Ente a fare di più. A, per usare termini tecnici, una maggiore valorizzazione.
I numeri, come accade in questi casi, sono più eloquenti delle parole. Il Comune di San Felice, fra immobili a uso abitativo, quelli a uso non abitativo e i terreni locati per l'installazione di antenne e ripetitori, in un anno incassa complessivamente 116.000 euro. Una cifra quasi ininfluente all'interno del bilancio (è di poco superiore al doppio dell'incasso previsto per quest'anno dalla tassa di soggiorno appena introdotta).
Il dato peggiore - esaminando la documentazione presente in Amministrazione Trasparente - arriva dagli immobili ad uso abitativo. Sono tredici in totale e ogni anno fruttano, in base ai canoni di locazione fissati, 33.827 euro. Parliamo di cifre che in alcuni casi sono davvero irrisorie. C'è ad esempio chi paga seicento o settecento euro all'anno, ossia 50 euro o poco più al mese. La cifra più alta è pari a circa 6.000 euro all'anno, ossia 500 euro al mese.
Per gli immobili ad uso non abitativo (otto) la situazione è differente soltanto di poco e fruttano 45.887 euro all'anno. Ma lì c'è da fare i conti con attività che offrono un servizio come ad esempio l'ufficio postale del centro storico. Le tariffe oscillano dai duemila euro all'anno fino a un massimo di 14.000 euro.
Più salati i canoni per i terreni pagati dalle compagnie telefoniche. Sono tre in totale e garantiscono 41.569 euro di incassi annui.
Cifre troppo basse per il revisore, che ha quindi invitato l'Ente a una maggiore valorizzazione.