«L'avvenire del mondo è nella plastica», confidava mezzo secolo fa al protagonista de "Il Laureato" un uomo di mezza età invitato alla sua festa di laurea. Dal lontano 1967 però la plastica ha inondato i mari e inquinato l'ambiente, tanto che l'Unione Europea ha messo al bando entro il 2021 i prodotti monouso più diffusi e inquinanti. E se il Ministero elimina le stoviglie in plastica, anche il Comune di Aprilia deve iniziare a dare il buon esempio. La proposta rivolta al sindaco e alla giunta Terra di aderire alla campagna promossa dal ministero all'ambiente Plastic Free Challange, promuovere campagne informative sul territorio, introdurre negli uffici comunali ed enti strumentali dell'ente l'uso esclusivo di posate, piatti, bicchieri, bottiglie e sacchetti in materiale biodegradabile e compostabile o bicchieri lavabili, mettendo al bando plastica monouso, prende forma nella mozione presentata dal consigliere della ListaGiusfredi Davide Zingaretti (primo firmatario) e che ha già trovato consenso e approvazione tra i movimenti RiGenerazione Apriliana, MovAp,  FuturAprilia,  Aprilia  Possibile.. La proposta si basa su quattro punti fondamentali: il primo riguarda il passaggio graduale in tutti gli uffici e le sedi di competenza del Comune di Aprilia da beni usa e getta a beni riutilizzabili, riciclabili o compostabili; il secondo la puntuale verifica degli effetti della delibera; il terzo la scelta da parte del Comune di fornitori che utilizzino beni ‘virtuosi' dando loro una premialità nei bandi; il quarto chiede all'amministrazione di realizzare campagne informative per incentivare con ancora più forza questo cambiamento. «Il Ministero dell'Ambiente e della tutela ambientale – si legge nella mozione – ha lanciato la sfida Plastic Free Challange, proponendo come obiettivo quello di liberare il Ministero dalla plastica, a partire dagli articoli monouso entro il 4 ottobre 2018, estendendo poi l'appello a tutte le istituzioni pubbliche. Il testo del progetto sulla nuova direttiva sui prodotti di plastica monouso, frutto dell'accordo raggiunto il 19 dicembre scorso introduce il divieto di commercializzare bastoncini cotonati, posate, piatti, cannucce, mescolatori per bevande, aste per palloncini, tutti gli articoli monouso in plastica oxodegradabile e contenitori in polistirene espanso per consumo immediato e l'obbligo di riduzione del consumo di prodotti in plastica. L'Europa, secondo produttore di plastica al mondo, riversa in mare ogni anno 500 mila tonnellate di macroplastiche e 130 mila tonnellate di microplastiche. L'Italia è uno dei principali produttori europei di stoviglie monouso». Insomma una catastrofe ambientale che coinvolge i mari e le specie marine, per affrontare la quale l'Europa ha deciso di mettere al bando i 10 prodotti monouso che più inquinano spiagge e mari. E Davide Zingaretti chiede ora al Comune che rappresenta in qualità di consigliere impegni chiari, sulla scia di quelli già assunti dalle città di Palermo e Milano. Oltre alle misure da adottare negli uffici pubblici, eliminando la plastica e acquistando borracce ai dipendenti comunali, anche strumenti per sensibilizzare e incentivare il minor uso dei prodotti inquinanti da parte della società civile. «Non solo istituire una consulta ambientale – prosegue la mozione – ma anche organizzare giornate ecologiche, promuovere il vuoto a rendere, adottare una politica di acquisti verdi, che riduca l'acquisto di materiali plastici, ove questi siano sostituibili da materiali prodotti con materie prime a minor impatto ambientale, ridurre il consumo di plastica nelle sagre come nelle mense scolastiche, incentivare, anche con la riduzione delle imposte, i comportamenti corretti plastic free o penalizzare quelli scorretti, condotti da parte dei gestori di locali pubblici».