Deve sottoporsi a un intervento chirurgico e ad accertamenti clinici non supportati dal sistema sanitario nazionale, ma non ha i soldi per farlo. Ci penserà quindi il Comune di San Felice, che nei giorni scorsi ha concesso un contributo economico straordinario a un residente.
I tempi per l'esame della pratica sono stati - vista la delicatezza della situazione - piuttosto rapidi. Il 5 aprile è arrivata la domanda e l'11 si è riunita la Giunta per deliberare in merito, prevedendo l'erogazione di cinquecento euro di contributo straordinario. «La povertà è generata dalla intricata interrelazione tra gli svantaggi economici insiti nei tre sistemi di regolazione dei meccanismi di integrazione o esclusione sociale: famiglia, mercato del lavoro e sistemi di welfare. Pertanto - queste le premesse - ci troviamo in un momento storico in cui i fenomeni legati alle "nuove povertà" stanno aumentando in modo vertiginoso».
A tal punto che può risultare difficile anche sottoporsi a cure necessarie. Nel caso specifico, il destinatario del contributo, non potendo svolgere alcuna attività lavorativa a causa della patologia di cui è affetta, riceve un sussidio a carattere continuativo di 180 euro. Una cifra insufficiente per le prestazioni sanitarie cui deve sottoporsi.
Il Comune, in base a quanto previsto dal regolamento dei servizi sociali, ha deciso di intervenire direttamente con un contributo straordinario di 500 euro e la Giunta ha autorizzato il responsabile del settore competente a erogare la cifra in favore del privato «al fine di sostenerlo nel periodo in cui dovrà subire un intervento chirurgico e accertamenti sanitari».