E' stato dichiarato inammissibile l'ultimo ricorso sulla graduatoria per la concessione degli spazi per i chioschi sul lungomare presentato da Simonetta Gonfiantini, titolare dell'impresa individuale che a lungo ha gestito il chiosco numero 1 del lato compreso tra Capoportiere e Rio Martino. E' quanto ha stabilito il Tribunale amministrativo dichiarando l'improcedibilità «per sopravvenuto difetto di interesse del ricorso introduttivo proposto avverso il silenzio rifiuto del Comune di Latina in ragione dell'adozione del provvedimento espresso, impugnato con i motivi aggiunti». Inoltre è stata stabilità «l'inammissibilità dei motivi aggiunti per acquiescenza ai precedenti atti in virtù dei quali è stata stabilita la durata della concessione». La Gonfiantini era stata aggiudicataria, sin dal 2004, della concessione per l'affidamento di area pubblica sul lungomare di Latina, tratto B (Capoportiere-Rio Martino), e ha firmato il relativo contratto che prevedeva espressamente la durata di sei anni, rinnovabili.
Infatti alla prima scadenza, nel 2010, la stessa Gonfiantini ha firmato un nuovo contratto che prevedeva in modo esplicito la cessazione al 30 settembre 2015, data in cui era altresì previsto che il concessionario avrebbe dovuto sgomberare a proprie spese l'area e riconsegnarla al Comune di Latina. Ma ad ottobre 2016 la titolare dell'attività propose un ricorso chiedendo l'accertamento dell'obbligo del Comune di Latina di provvedere sulla istanza depositata a giugno del 2016 con la quale chiedeva all'amministrazione comunale di «prendere atto della durata decennale della concessione per commercio su aree pubbliche e, quindi, di prorogare il titolo fino al 2024». Per riassumere: la concessionaria del chiosco numero uno aveva firmato la proroga fino al 2015 ma pochi mesi dopo la regolare scadenza aveva chiesto un' ulteriore proroga fino al 2024 che non era prevista dalla concessione originaria bensì da un norma sugli esercizi commerciali in genere. Per tale ragione i giudici del Tar di Latina hanno considerato che fosse stato posto in essere un comportamento contraddittorio che ha reso inammissibile il ricorso. Erano stati infatti accettati gli effetti della concessione originaria ma poi gli stessi erano stati impugnati. Si chiude dunque una partita lunga e delicata su uno spazio che da quel momento (nel 2016) è rimasto vacante per motivi che ancora nessuno è riuscito a spiegare. Il vincitore dell'ultimo bando ha rinunciato a firmare la concessione e, in realtà, ci furono anche altre rinunce in serie, tanto che il sindaco presentò un esposto su questa vicenda. Nei fatti lo spazio che fino a settembre 2015 fu occupato con regolare concessione non è stato mai più riassegnato sulla base del nuovo bando che pure riuscì ad assegnare alcuni degli altri spazi. Ad oggi e a poche settimane dall'inizio della stagione balneare il chiosco numero uno del tratto B del lungomare di Latina è vuoto e l'amministrazione comunale intende assegnarlo fuori bando con altra guarduatoria alle associazioni no profit per attività ricreative e di solidarietà. La sentenza pubblicata ieri dal Tar, estensore Roberto Maria Bucchi, pone solo la parola fine alle eccezioni di legittimità delle assegnazioni del 2016 e scrive un giudizio sull'iter giudiziario seguito dalla precedente assegnataria. G.D.M.