La Camera Penale di Latina ha iscritto l'avvocato Nasrin Sotoudeh quale socio onorario.
E' un modo concreto per solidarizzare con la professionista iraniana, che per aver difeso alcune donne che avevano sfidato la legge dell'obbligo del velo è stata condannata a 38 anni di carcere e 148 frustate.
«Una pena che pesa sulle nostre coscienze ancor più di quanto possa farlo sulla schiena, - dice il presidente della Camera Penale di Latina, Domenico Oropallo - soprattutto se si considera che Nasrin aveva osato prendere posizione anche su una nota aggiuntiva dell'articolo 48 del codice penale, che esclude di nominare un avvocato di fiducia a chi venga accusato di aver commesso tali reati. La Camera Penale ‘Giorgio Zeppieri' al pari di tante altre in Italia ha inteso testimoniare l'impegno in favore del diritto di difesa e, attraverso questo, dei diritti fondamentali della persona umana. Nessun diritto è per sempre se non opportunamente presidiato delle nostre coscienze. Troppo alto è il rischio insito nel ritenere che alcuni diritti fondamentali, una volta acquisiti al nostro patrimonio di valori, diventino intoccabili».
La vicenda dell'avvocatessa iraniana tiene banco da molte settimane e la reazione delle camere penali italiane è un gesto simbolico e concreto al tempo stesso, perché riconosce la professionalità e il coraggio ma lancia anche un messaggio al Paese che ha fatto la scelta punitiva drastica delle frustate oltre che la dura condanna al carcere.
«L'avvocatura penale - ha detto il segretario della Camera Maurizio Forte - è da sempre impegnata a presidiare il diritto a un processo che sappia coniugare l'inevitabile rigore dell'intervento punitivo con quel sistema di garanzie che fanno di un processo un processo giusto. Questa iniziativa non sarà in grado di cambiare le sorti della collega ma potrà concorrere a costruire quella generale consapevolezza che sola potrà garantire che finalmente ‘alcuni diritti sono per sempre'». G.D.M.