Nell'ultimo bilancio di previsione approvato ad inizio aprile metà delle spese previste hanno riguardato gli interventi materiali finanziati dallo Stato attraverso il programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie. Latina è stata ammessa a questo ambizioso finanziamento di 18 milioni nel 2016, con la giunta Coletta appena insediata, e sta seguendo con i suoi uffici, non senza difficoltà, i 17 complessi interventi che mettono insieme opere pubbliche, rifacimento di strade ed edifici, programmi di restyling e progetti sociali. Tutto sotto l'obiettivo di realizzare la «Latina anche città di mare», questo il titolo della proposta progettuale, ovvero un territorio che ricolleghi le sue potenzialità alla vocazione turistica e marina. Oggi a distanza di tre anni dalla vincita del bando e a pochi mesi dall'arrivo dei primi fondi però le criticità non mancano e ben tre progetti potrebbero rischiare di non essere mai realizzati. La conferma arriva dalla relazione di monitoraggio dell'ufficio competente del secondo semestre 2018, stilata a metà dicembre e nella quale è proprio l'amministrazione stessa a mettere in fila gli ostacoli più grandi alla realizzazione degli interventi. Gli intoppi che sembrano insormontabili si concentrano su tre opere. Si legge infatti nel monitoraggio che «gli interventi non registrano particolari criticità tali da prefigurare circostanze ostative o addirittura la totale compromissione degli interventi oggetto di finanziamento ad eccezione degli interventi 1-2-3». Dunque ci sono tre interventi che rischiano la compromissione e sono proprio i pezzi da Novanta del programma delle periferie, quelli dove si concentra il grosso dei finanziamenti, ovvero il completamento di via Massaro da 8milioni e 300mila euro, la realizzazione del parco di porta Nord da 1 milione e 800mila euro e la riqualificazione di via Le Corbusier da 616mila euro. In tutto quasi undici milioni di euro dei 18 complessivi che rischiano di sfumare insieme alla possibilità di vedere realizzate opere importanti per migliorare la vivibilità del territorio.
Via Massaro, variante in attesa
I problemi più grandi al momento sono concentrati sul completamento di via Massaro, il progetto bloccato per mesi dallo scontro a distanza tra il segretario generale e l'ex dirigente ai lavori pubblici Annunziata Lanzillotta, oggi in servizio a Formia. In sede di candidatura il progetto era stato dichiarato conforme al Piano regolatore, ma la Regione ha chiesto la valutazione di impatto ambientale per una parte del piano campeggi che va stralciata dal progetto perché sulla cartografia interferisce con via Massaro. La delibera di consiglio comunale è bloccata da mesi negli uffici e secondo l'ultimo monitoraggio, oltre al problema della variante, «è impossibile certificare con esattezza la tempistica necessaria per l'acquisizione dei pareri da parte dei diversi enti interessati, delle procedure espropriative al cui esito è subordinata l'approvazione della progettazione esecutiva». Finora i pareri ricevuti sono stati l'insussistenza degli usi civici, il parere della Soprintendenza dei Beni archeologici, i pareri regionali. Dopo un carteggio con il Demanio l'ente è giunto alla conclusione che la competenza in termini autorizzatori dell'utilizzo delle aree demaniali è della Provincia e si sta procedendo a verificare il canone annuo di occupazione.
Porta Nord, l'errore sulle aree
Sul fronte invece del parco integrato di porta Nord il Comune mira al completamento di opere di urbanizzazione primaria prevista nel programma a servizio sia delle nuove residenze di Porta Nord (48 alloggi di edilizia residenziale pubblica) sia che di quelle previste nel Ppe Pantanaccio. Qui il problema sorge perché il progetto insiste su aree non comunali, ma si è scoperto in fase di progetto definitivo (le particelle 1167 e 1173 del foglio 139 non sono di proprietà comunale) e ora si profila una variante. «Tale circostanza comporta la modifica dell'attività progettuale in corso - si legge nel monitoraggio - e il Comune sta verificando la possibilità di utilizzare le risorse finanziarie non nella disponilità dell'ente per la realizzazione a verde di un'altra area limitrofa, (nel punto dove trova sbocco la pista ciclabile prevista alla voce "Opere lato riva destra Canale Acque Medie" così realizzando il collegamento ciclopedonale tra i quartieri Pantanaccio e Villaggio Trieste) dunque è necessaria una rimodulazione progettuale con modifica del quadro economico e va acquisita l'autorizzazione della presidenza del Consiglio dei Ministri».
Collo D'Oca, altro intoppo
Altro progetto, altro intoppo: sul progetto del «Collo d'oca» per viale Le Corbusier, ideato per migliorare le condizioni di traffico e viabilità del quartiere, il Demanio ha chiesto che la particella di 1700 metri quadrati possa essere trasferita al Comune e c'è una delibera di consiglio comunale già predisposta da mesi per acquisire l'area. Qui dai 313mila euro iniziali previsti per la realizzazione l'importo è variato fino a 616mila euro di cui 222mila saranno finanizati con somme a carico del bilancio comunale. I lavori dovrebbero impiegare sei mesi di tempo ma anche qui «non è possibile determinare con esattezza la tempistica relativa alla fase di acquisizione dei pareri dei vari enti e delle procedure di esproprio senza i quali non si può acquisire la progettazione esecutiva».