Voleva accedere alla nota dell'avvocatura comunale di Latina in merito all'esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato su Abc, ma non ha potuto visionare il documento. È successo al consigliere comunale del Pd, Nicoletta Zuliani, che punta il dito contro l'amministrazione dopo che si è vista negare - tramite nota firmata dal Capo di Gabinetto - la possibilità di accedere all'atto in questione.
«A mio avviso si tratta di un abuso di potere inutile - ha dichiarato il consigliere del Pd - nonché sintomo che la nota potrebbe contenere elementi "scomodi" o discordanti rispetto a quella letta dal sindaco in Consiglio il 28 marzo a firma degli avvocati dell'Azienda Speciale».
Stando a quanto riportato nella nota di diniego - che però non utilizza mai questo termine - «il diritto di accesso è differito nei casi in cui la conoscenza dei documenti amministrativi possa impedire o gravemente ostacolare lo svolgimento dell'azione difensiva dell'amministrazione».
Una giustificazione che per Zuliani presenta almeno due errori. Il primo riguarda la figura del Capo di Gabinetto, firmatario della risposta, il quale «non può fare riferimento al regolamento dell'avvocatura e non dovrebbe parlare per nome e conto del dirigente dell'avvocatura». Infatti, come spiegato da Zuliani, la richiesta è stata inviata direttamente all'ufficio del sindaco. In questo caso, come sancito dal Consiglio di Stato, «il diritto del consigliere comunale ad ottenere dall'ente tutte le informazioni utili all'espletamento delle funzioni non incontra neppure alcuna limitazione derivante dalla loro eventuale natura riservata, in quanto il consigliere è vincolato al segreto d'ufficio» e che l'accesso è invece negato «quando il parere viene espresso al fine di definire una strategia una volta insorto un determinato contenzioso».
C'è poi la seconda incongruenza: «La nota della nostra avvocatura è a valle della sentenza, a conclusione di un percorso di contenzioso; darebbe spiegazione alla sentenza vista la complessità e, presumibilmente, ne indica la modalità di esecuzione. A termine, dunque, del procedimento, non a monte di un contenzioso come il Capo di Gabinetto vorrebbe intenderla, per negarne l'ostensione. La norma generale va quindi, esattamente nella direzione opposta a quella indicata dal Capo di Gabinetto e non potrebbe essere diversamente, poiché i consiglieri devono avere piena conoscenza delle questioni per poter votare in piena cognizione di causa».
Insomma, per Zuliani «non vogliono farci leggere la sentenza e si stano inventando di tutto». Ed è per questo che Zuliani chiede ufficialmente alla presidente della Commissione Trasparenza Matilde Celentano di convocare una commissione urgente invitando l'avvocatura a riferire quanto contenuto nella sentenza.