Al posto di una nuova caserma dei Carabinieri di Latina a servizio dei quartieri Nuova Latina e Nascosa in via Respighi verranno realizzati dei parcheggi a servizio di tre palazzine. Una storia recente che ora desta la polemica dell'ex sindaco Vincenzo Zaccheo, che di quella caserma aveva fatto un punto fermo della sua gestione. «La domanda di sicurezza è un tema che non può essere sottovalutato da nessuna amministrazione comunale. Per questo motivo ho appreso con rammarico e delusione che proprio in questi giorni nei quartieri Nuova Latina e Nascosa, meglio conosciuti come Q4 e Q5, è in fase di realizzazione un'area di parcheggio a servizio di nuove palazzine. Una prassi normale se non fosse che proprio la particella interessata dall'intervento era stata destinata nel 2009, tramite un apposito Protocollo d'Intesa, ad area per la realizzazione della nuova Caserma della Compagnia dei Carabinieri di Latina». A dare il via libera all'opera è stato il Comune di Latina dando seguito all'approvazione del progetto esecutivo delle opere di urbanizzazione a scomputo degli oneri di urbanizzazione su richiesta presentata da una società di costruzioni. La richiesta prevedeva la diretta esecuzione delle opere di urbanizzazione primaria relativa al parcheggio di via Respighi, alla ristrutturazione di parte dei marciapiedi esistenti su via Respighi e via Frescobaldi e alla realizzazione di fasce di verde pubblico sempre su via Respighi e via Frescobaldi, tutte opere su aree di proprietà comunale e tutto validato con una convenzione stipulata nel 2015. Una convenzione che ha siglato anche la fine del sogno maturato durante la gestione di Zaccheo. «Era un intervento programmato sulla base di un approfondito piano esigenziale redatto dall'Arma dei Carabinieri – spiega l'ex sindaco - condiviso e sottoscritto dalla mia amministrazione, dal Ministero dell'interno con il Prefetto Frattasi, dal Ministero delle Infrastrutture tramite il provveditorato alle Opere Pubbliche che si impegnava a finanziare ben 6 milioni di euro reperendoli nei fondi per l'edilizia demaniale, e il Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri. Si sarebbe garantita così una risposta adeguata alla domanda di sicurezza e alla necessità di un presidio da parte delle Forze dell'Ordine di una delle zone più popolose della nostra città. Un'opera che scaturiva dalle esigenze stesse dell'Arma dei carabinieri che aveva manifestato al Ministero dell'Interno la necessità di realizzare la nuova Caserma, mantenendo comunque il Comando Generale in Piazza della Libertà, per ‘rendere maggiormente efficace il presidio del territorio comunale in una Città che negli anni ha subito un progressivo aumento della popolazione residente con una conseguente espansione urbanistica che ha determinato una trasformazione radicale della Città e della sua popolazione, con un incremento di fasce sociali a rischio». Dopo la caduta di Zaccheo nessuno ha datoseguito a quel documento e l'ex sindaco lo sottolinea non nascondendo l'amarezza: «Sindaci e commissari, che si sono susseguiti alla guida della città, hanno dimenticato nel cassetto un'opera fondamentale per il presidio di quei quartieri dove i cittadini continuano a chiedere una presenza costante delle Forze dell'Ordine. Oltre all'oblio caduto in questi anni su un progetto che meritava rispetto e attenzione da parte di chi ha avuto l'onere e l'onore di amministrare la città, è gravissimo il fatto che un'amministrazione comunale e un sindaco, senza memoria storica e senza dar seguito alla necessaria continuità amministrativa del nostro Comune, abbiano autorizzato la realizzazione di parcheggi nell'area individuata dal protocollo sottoscritto». Zaccheo si augura che Coletta e Lbc trovino il modo di rimediare a questo pasticcio amministrativo in maniera proficua e costruttiva, «senza sterili polemiche - dice - da parte chi tenta in ogni modo di intestarsi il monopolio della legalità e della trasparenza in città, riprendendo invece in maniera proficua il filo di questo progetto». «Rimanere immobili e insensibili - conclude - a fronte a progetti del genere fermi nei cassetti di Piazza del Popolo, che rimangono comunque patrimonio dell'amministrazione e della nostra comunità, significa tradire il bisogno di sicurezza dei nostri concittadini e gli impegni presi con i vertici delle Forze dell'ordine».