Non ci sta l'assessore al Welfare di Latina, Patrizia Ciccarelli, alle accuse lanciate dal Partito Comunista, in merito al dormitorio comunale, chiuso dal 15 marzo, nonostante il meteo non sia ancora quello di primavera. Ma le accuse, pesanti, sono quelle che vedono il Pci puntare il dito contro il Comune perché «l'assistenza ai poveri diventa mero esercizio istituzionale» e che «gli "ultimi" della società continuano a dormire all'aperto». Ecco, queste sono le accuse che per l'assessore rappresentano «l'ennesima narrazione tossica dei comunisti italiani, in tema di politiche di accoglienza a bassa soglia del Comune di Latina». Ma quello dell'assessore Ciccarelli non è solo uno sfogo, bensì una risposta basata su più punti.
In primo luogo, spiega Ciccarelli, «il distretto LT2, di cui il Comune di Latina è capofila, è l'unico distretto, in tutto il territorio provinciale, d essersi dotato di un dormitorio aperto tutto l'anno e di un Servizio di Pronto Intervento Sociale contattabile tutti i giorni h24». Basta solo chiamare il numero verde (800 212999). Punto numero due: «In inverno l'accoglienza notturna viene potenziata per rispondere all'emergenza freddo con un servizio che dal 2018 non è più affidato alla emergenzialità, ma incardinato nella programmazione del sistema dei servizi distrettuali, il che ha consentito di attivare (Latina prima nel Lazio) già dal primo dicembre, la nuova struttura invernale "Santa Maria De Mattias" in viale XXIV Maggio». Si tratta di uno spazio dotato inizialmente di 60 posti letto divisi in due camerate, uomini e donne, e successivamente ampliato fino ad arrivare a 81 posti letto.
E non è finita qui, perché (punto numero tre) «dal 7 gennaio è stato prolungato l'orario di accoglienza per affrontare il calo delle temperature e per circa un mese la fascia oraria dei dormitori è stata quella dalle 19 alle 10, con apertura pomeridiana dalle 15 alle 17».
Ma soprattutto (e questo è il punto numero quattro) «il dormitorio invernale è stato chiuso il 31 marzo e non il 15». Inoltre, la chiusura è stata approvata «solo dopo aver valutato che le condizioni climatiche avrebbero potuto consentirlo e aver attivato uno specifico sportello di segretariato sociale per l'individuazione delle prese in carico più urgenti con relativo trasferimento nel Can attivo per tutto l'anno in via Aspromonte».
«Chiaro è che quando si lavora con le persone, soprattutto se in condizioni di estrema fragilità, si può e si deve sempre fare di più - conclude l'assessore -, ma da qui a disconoscere, anche con la menzogna, l'impegno profuso da questa amministrazione per potenziare, stabilizzare e qualificare il servizio di emergenza sociale, ce ne corre».