Alle 16, alla fine di tutto, sono le campane della Chiesa di Sant'Erasmo, il vescovo martire, a dirci che è andata bene. Formia è stata liberata dalla bomba. E' il 5 maggio. Maggio come quello del 1944 quando la città fu finalmente liberata dal nazifascismo pagando un prezzo altissimo, terribile, Via Vitruvio distrutta, irriconoscibile e negli occhi dei formiani c'era ancora tanto terrore misto a gioia. Certe date sono galeotte, ritornano casualmente. Per destino e per esigenze pratiche la bomba trovata a Rio Fresco il 14 marzo scorso ha richiesto due mesi di preparazione di tutti gli interventi necessari a rimuoverla in sicurezza, con la tecnologia e l'esperienza del 2019, ma con la stessa pazienza, disciplina e straordinaria disponibilità che contraddistingue Formia. E' andata bene, anzi alla perfezione. E chi conosce questa città non aveva dubbi. Il sindaco Paola Villa quasi piange, ma poi sorride, quando c'è il segnale di via libera per la riapertura dei varchi e succede quando ormai il convoglio con l'ordigno bellico ha lasciato la litoranea. Nei vicoli di Mola si rialzano le tapparelle, torna la vita vera, lentamente. E questa sera sarà festa grande nella zona della movida, ci si può scommettere.
Clara racconta che questa domenica non è potuta andare a messa a San Giovanni perché la chiesa era chiusa, inserita anch'essa nella zona rossa, ovviamente, e dice che ha "avuto tanta pena nel cuore" per aver saltato quel momento di preghiera. Formia prega e ama, mangia, cucina, sforna cornetti e caffè e non si arrende mai davanti a nulla. Ha attraversato questa domenica diversa giocando a carte nei punti ristoro allestiti da Comune e Protezione Civile, ha annullato i suoi molti spettacoli della domenica, ha seguito la messa nei Comuni limitrofi, grazie all'ospitalità di parenti. Ha dato una lezione di calma, organizzazione e civiltà che sorprendono solo chi non ha visto di cosa è capace questa città. Lo capisci se la guardi da Santa Maria La Noce, il rifugio dei formiani durante i bombardamenti della guerra vera, il secondo conflitto mondiale. In questa domenica di silenzio interrotto solo da poche sirene, molto sembra surreale. I formiani credenti stanno tutti pregando da qualche parte oltre la zona off limits, quelli scanzonati ridono del tempo incerto e dicono che domani, il lunedì qualunque che chiude una settimana strana, torneranno a pescare giù alla darsena e tutto tornerà com'era, anche i traghetti per le isole. La sera del 5 maggio 2019 regala sorrisi, finalmente la litoranea e via Vitruvio sono, di nuovo, intasate dal traffico tremendo e tranquillizzante che c'è in ogni pomeriggio festivo da queste parti. Guardarla così Formia, mentre reagisce, all'ultimo problema, alla nuova sfida inattesa, crea emozione. Quando il Prefetto Maria Rosa Trio collegata in video con la sala operativa ringrazia tutti si sente la voce un po' incrinata, sorpresa e forse commossa pure lei. Formia stupisce e ammalia anche nei momenti in cui non te lo aspetti. Molti sanno che la bomba rimossa non è l'ultima e che tracce di una brutta guerra sono sparse qui e lì su questa striscia di terra attraversata dalla linea Gustav. Però, per oggi, è finita.