In una curiosa e consolidata solitudine lo Spi Cgil si prepara anche quest'anno ad organizzare un convegno-riflessione sui dati devastanti del gioco d'azzardo, snocciolando i numeri della spesa media pro capite per le giocate. La quale colloca Latina al sedicesimo posto nazionale per questo tipo di spesa nell'ambito delle città che hanno la stessa media di abitanti. Ogni residente nel capoluogo, secondo l'ultimo sondaggio, spende 2,074 euro (è la media fatta sui residenti) per un importo di giocate totali pari a 262 milioni di euro in un anno. In più si è abbassata la media dell'età dei giocatori seriali e l'incremento percentuale maggiore riguarda i giovani tra i 14 e i 19 anni. Il regolamento passato in consiglio comunale due anni fa non ha, purtroppo intaccato il fenomeno che fonda sulla presenza di slot in moltissimi locali pubblici (bar, pub, tabacchi). Poche altre città hanno seguito l'esempio di Latina e approvato un regolamento analogo, tra queste c'è Formia che, peraltro, ha dovuto combattere una durissima battaglia legale davanti al Tar per via delle distanze inserite nel regolamento e che debbono essere rispettate tra il locale da gioco e le scuole frequentate da adolescenti.
«Intanto - dice Raffaele D'Ettorre dello Spi Cgil - gli sperperi per il gioco d'azzardo sono quasi pari alla spesa alimentare. Siamo davanti ad una pericolosa piaga sociale. Si spende in gioco d'azzardo 300 volte più che per i libri; ogni anno in media 1500 euro a testa finiscono ne gioco e lì nascono casi di ludopatia gravi. Ciò significa che paghiamo enormi costi sociali, economici e sanitari perché la cura (ove possibile) di queste persone è lunga e costosa per le loro famiglie e per il sistema sanitario pubblico». Non è un caso che le scommesse e il gioco d'azzardo siano diffusi tra le fasce cosiddette fragili, ossia tra soggetti che hanno già difficoltà economiche, di inserimento sociale o lavorativo e che dunque in questo modo peggiorano la loro condizione.
Il convegno promosso dalla Cgil si tiene venerdì mattina (dalle 9) presso l'Istituto Tecnico «Vittorio Veneto» e i lavori si svolgono in collaborazione con la Asl di Latina. Tra i relatori Antonietta Vezzoso e Raffaele D'Ettorre per lo Spi Cgil, Bruno Porcelli del Dipartimento di salute mentale, Silvia Iacovacci, referente regionale delle sorveglianze sulla popolazione della Asl di Latina, Paolo De laura, presidente di AngLad di Roma, Beatrice Moretti della segreteria genrale Spi Cgi, il segretario Anselmo Briganti, l'assessore ai servizi sociali del Comune di Latina, Patrizia Ciccarelli e Annarosa Milita del Dipartimento di Scienze. Si parlerà, tra l'altro, di prevenzione nelle nuove dipendenze con progetti che partono dalle scuole e quindi diretti agli alunni e alle loro famiglie.