Un nuovo esperto al fianco del progettista incaricato per la redazione del progetto con il quale il Comune di San Felice batte cassa alla Regione Lazio per riqualificare la villa confiscata di via Lopez-Colasanti, nota anche come villa del Morrone. Ieri la pubblicazione dell'atto con cui viene nominato l'architetto Luca Calselli, «esperto in materia di gestione di progettazione di opere pubbliche», come viene definito, chiamato a occuparsi della predisposizione degli atti amministrativi. Un tecnico, Calselli, che sta collaborando con il Comune di San Felice anche per quanto riguarda il progetto che ha consentito all'Ente, insieme a Ponza e Ventotene, di vincere il titolo di Città della Cultura. Il suo incarico, come accennato in premessa, va ad aggiungersi a quello conferito qualche mese fa all'architetto Roberto Cicconi per la redazione degli elaborati progettuali relativi al restyling dell'immobile confiscato, che oggi versa in condizioni penose. La villa, che si estende per circa 340 metri quadrati, è passata nelle mani del Comune nel 2003. Da allora, di possibili utilizzi, ne sono stati ipotizzati vari. Si è parlato di un possibile trasferimento della caserma dei carabinieri (non attuabile per questioni logistiche) o di servizi per la disabilità. Poi il pallino della "casa del Neanderthal". Il progetto per il quale il Comune sta chiedendo i fondi alla Regione, anche se il progetto prevede un investimento (115.000 euro) che probabilmente servirà a realizzare solamente una parte dell'intervento. L'intenzione è quella di creare una struttura polivalente anche a servizio delle aree archeologiche limitrofe (Grotta Guattari e villa dei Quattro Venti).