La Regione Lazio ha destinato 7 milioni di euro con la finalità di riavviare un virtuoso percorso di messa in sicurezza delle strutture a titolarità pubblica che ospitano gli asili nido e le scuole dell'infanzia nel Lazio. L'avviso, come si legge nell'articolo art. 1, si riferisce alla realizzazione di interventi di carattere edilizio finalizzati all'adeguamento tecnico-impiantistico, all'efficientamento energetico, messa in sicurezza statica e accessibilità per una somma di circa 200.000 euro per ogni ente. Il Comitato Tam, formato da attivisti del Movimento 5 Stelle, sottolinea come questa sia una chance che l'amministrazione comunale di Latina non può permettersi di perdere.
«Una opportunità da non perdere per un Comune come quello di Latina che ha una situazione disastrata per la manutenzione dei plessi scolastici - affermano i componenti del comitato Tam, vicino al Movimento 5 Stelle - Ricordiamo che già l'attuale amministrazione ha volutamente deciso nel 2018 di non partecipare all'avviso pubblico per inserire degli interventi di l'edilizia scolastica all'interno del Piano Regionale Triennale 2018-2020. In quella occasione l'assessore ai lavori pubblici Emilio Ranieri ha attribuito la colpa "a un problema di organizzazione dell'ente" e che "mi adopererò affinché questa amministrazione si doti di un fondo di progettazione ad hoc. Non possiamo dire che ci fa piacere aver perso questi fondi, ma abbiamo la possibilità di accedere ad altri fondi più importanti". Non abbiamo riscontrato il conseguimento di questi importanti fondi . Anzi sono stati persi. Per questa ragione - concludono dal comitato Tam - chiediamo all'amministrazione comunale di concentrarsi sul settore scolastico perché non si può dare la colpa agli altri per sempre. Questo bando scade il 10 maggio alle ore 12. Come cittadini e come attivisti del Movimento, siamo i primi vigili del buon operato dell'amministrazione ma anche propositivi nel suggerire cose da fare e come farle soprattutto perché ogni occasione persa da questa amministrazione è un danno che pagano i cittadini, di qualsiasi simpatia politica siano».