Hanno incontrato il sindaco Nicola Procaccini e l'avvocatura del Comune ieri mattina i netturbini che da tempo sono muniti di decreti ingiuntivi riconosciuti dal tribunale nei confronti della Servizi industriali, precedente ditta affidataria del servizio di nettezza urbana, con la quale anche l'ente ha un lungo contenzioso.

Gli ex dipendenti, in gran parte transitati nella nuova società, De Vizia rivendicano dalla vecchia ditta chi il Tfr, chi differenze retributive, chi somme non ricevute. Sono circa cinquanta gli operatori che attendono, e credevano fosse arrivato il momento dopo la pronuncia di primo grado del tribunale delle imprese sul maxi risarcimento chiesto dal gruppo Fatone - 10 milioni di euro - per non applicazione del contratto.

La notevole riduzione della somma spettante alla società (dai dieci milioni richiesti si era passati a 560 mila euro) di fatto aveva sbloccato risorse finanziarie inizialmente accantonate, che l'ente aveva deciso di destinare in parte anche a liquidare quei decreti ingiuntivi. Posizione, che ora, a quanto pare, è stata parzialmente rivista su indicazione dell'avvocatura comunale, che ha invitato alla prudenza.

Le somme dei decreti ingiuntivi, pendenti ancora in appello, potrebbero essere ridotte con una nuova sentenza. Così il Comune ha comunicato agli operatori ecologici che di quelle somme per ora verrà liquidato per ognuno il 50%. Il restante 50% sarà "congelato" e inserito nei residui passivi (ovvero debiti da pagare da parte del Comune) del bilancio. Quando si risolveranno tutte le pendenze, saranno liquidate le rimanenze che, inserite ormai tra i residui del Comune, sono diventate un debito da pagare per l'ente.