Le cellule staminali spiraglio per guarire le malattie neurologiche e neurodegenerative. Di questo si è parlato ieri mattina in una importante conferenza stampa in sala giunta per annunciare, il 20 luglio, un evento sportivo solidale a Borgo Hermada: la partita tra la Nazionale italiana attori tv e le "vecchie glorie" terracinesi. Un match che ha l'obiettivo di raccogliere fondi per la ricerca portata avanti dalla Onlus Revert, fondata dal biologo e docente universitario Angelo Vescovi. A portarlo a Terracina, una donna dal grande coraggio, Maria Di Leta, che ha trasformato l'esperienza personale - l'incidente a causa del quale il figlio Simone, oggi 37enne, è rimasto cieco per i danni subiti al sistema nervoso - nella missione di aiutare la scienza.

Con loro, l'assessore alla Cultura e allo Sport Barbara Cerilli: «Maria ci dimostra che si possono scalare montagne anche a piedi quando c'è la determinazione, i soldi per la ricerca sono soldi importanti per la vita di tutti», ha dichiarato. Una via eticamente accettata, quella di Vescovi, di usare le staminali per curare malattie neurodegenerative, perché il biologo usa staminali di feti di aborti spontanei. «I finanziamenti che raccogliamo - spiega - vanno alla sperimentazione sull'uomo. Questo ci interessa. Nel 1992 quando iniziammo, c'era il dogma che il tessuto nervoso del cervello non si rigenera. Oggi sappiamo che non è così. Abbiamo creato un protocollo per la donazione di organi, chiesto una certificazione, la tecnica è tutta italiana. Bastano pochi donatori per miliardi di cervelli».

A Terni c'è il centro di ricerca, realizzato con finanziamenti pubblici e raccolte private. Si sono fatti trapianti su persone affette da Sla, le cellule si sono mostrate sicure, nessuno danno. «Ora siamo pronti con la fase due, per testare l'efficacia. Per il 2020 prevediamo un trapianto». Una partita cruciale. In cui bisogna vincere tutti.