Una popolazione che invecchia rapidamente, dove la fascia produttiva coincide con le persone che hanno quasi raggiunto l'età pensionabile e dove la bassa natalità che resta comunque poco più elevata della mortalità, contribuisce anno dopo anno ad aumentare l'indice di invecchiamento. E a offrire una iniezione di gioventù è solamente una popolazione straniera al 12, 4 %, composta prevalentemente da giovani in età lavorativa e da bambini.
La fotografia della società Aprilia, attraverso i dati raccolti nel 2018 dall'ISTAT, conferma una tendenza che andava già delineando gli anni passati. Lustro dopo lustro, l'indice di invecchiamento della popolazione è cresciuto con balzi da gigante fino a raggiungere nel 2018 il picco di 117,6. Ciò significa che ci sono 117,6 ultrasessantacinquenni per ogni 100 giovani. Solo dieci anni fa il rapporto era rovesciato e l'indice di invecchiamento non superava il 91,7.
In città, su una popolazione complessiva di 74 mila 190 abitanti, si contano 11.188 bambini e ragazzi tra i 0 e i 14 anni, 13.156 ultrasessantacinquenni, 49.846 persone tra i 15 e i 64 anni, ossia in età lavorativa, ma con una netta prevalenza della fascia adulta, composta da persone tra i 40 e i 49 anni ( oltre 12 mila). Ciò spiega anche la crescita dell'indice di ricambio, un parametro che permette di stabilire il rapporto tra la popolazione prossima alla pensione e quella che sta per entrare nel mondo del lavoro: più l'indice è elevato, più anziana è la popolazione lavorativa e nel caso di Aprilia l'indice di ricambio è cresciuto fino a 110, segnalando una situazione lavorativa bloccata, con un ricambio difficile. Parallelamente cresce il tasso di dipendenza, che si attesta a 48,8: rappresenta il numero di individui lavorativamente non attivi per ogni cento potenzialmente attivi nel mondo del lavoro. L'unica variabile in un trend piuttosto coerente, è rappresentato dall'indice del carico dei figli per donna feconda, ossia il numero di bambini fino a 4 anni in rapporto alle donne tra i 14 e i 49 anni, ossia in età fertile. È salito di poco, fino a raggiungere 22,4 nel 2018 tornando quindi ai livelli registrati nel 2002, prima del calo subito negli anni successivi.
Basso resta però sia l'indice di natalità, che con 9,8 nuovi nati ogni 1000 abitanti resta comunque poco più elevato rispetto al tasso di mortalità, che conta 8,6 decessi ogni 1000 persone. Ad alzare la media per quanto riguarda nascite e tasso di ringiovanimento è certamente il 12,4% composto dalla popolazione straniera, che vanta una netta prevalenza di rumeni e una crescita della comunità indiana.
Gli stranieri in città sono 9.165, ma per la maggior parte sono persone tra i 25 e i 40 anni e con un numero elevato di bambini tra i 0 e i 9 anni. Gli anziani al contrario si contano sulle dita.