Ci sono disattenzioni croniche nel tessuto di una città, segni incurabili di una malattia che si chiama degrado e che da molto tempo ne ha contaminato gli organi vitali, dalle strade alle piazze, dai luoghi di ritrovo ai parchi senza soluzione di continuità. Il caso del giardino di via Villafranca di questa disattenzione e di questo degrado è l'emblema. Situato a due passi dal centro cittadino, da Latinafiori e dai luoghi di ritrovo sportivi della città, è diventato negli ultimi anni un piccolo parco fantasma: le giostre che ci sono sono inutilizzabili e da tempo non allettano più bambini e famiglie di coraggiosi cittadini (come potrebbe essere altrimenti?), le due panchine che ci sono ormai sono «vista spazzatura» (sui secchioni di Abc e le buste di rifiuti addossati ai margini del confine del parco) dal momento che la palizzata di legno, tra vandali e ammaloramento, è in gran parte sparita e da tempo non è stata mai sostituita. L'illuminazione in parte è saltata e, manco a dirlo, l'erba è arrivata a livelli tali da cominciare a insidiare le sedute del parco inghiottendo lo scheletro degli arredi ludici che furono. Le altalene erano state rimosse per manutenzione ad ottobre 2016 e mai più riposizionate, lo scivolo in legno e plastica era rotto da diversi anni e per un lungo periodo è stato chiuso. Poi è stato in parte sistemato ma non nella scivolata in plastica che è rimasta vistosamente danneggiata con pezzi esposti e taglienti che non permettono ai bimbi di salirci se non correndo il rischio di farsi male. «L'erba l'abbiamo tagliata noi del quartiere tempo fa - spiegano alcuni residenti in un post su facebook - qualche mese fa sembrava che stessero sistemando il parco con persone che venivano a verniciare panchine e giochi e che poi sono sparite lasciando il lavoro a metà e le giostre nello stato in cui erano. Non è un bel vedere». Il consiglio comunale aveva approvato della variazioni di bilancio tra fine ed inizio anno da 50mila euro per la fornitura e la posa in opera di strutture ludiche (con determine conseguenti del dirigente Bondì) da collocare sia nei plessi scolastici che ne sono sprovviste, che in quelli dove la manutenzione delle strutture esistenti risulta carente. Iniziativa socuramente lodevole per le scuole. Ma per i parchi cittadini le risorse ci sono? E quando verranno impiegate per far sì che i cittadini ne tocchino concretamente con mano i frutti?