E anche quest'anno tornano per le strade della città, in migliaia. Donne, uomini, bambini. A celebrare la vita, i suoi colori, o almeno questo è quello che trasmettono a noi. Sono i Sikh, comunità indiana tra le più numerose nel territorio pontino, che ieri è scesa in strada per festeggiare Sri Guru Amardas, terzo dei dieci profeti della religione dei Sikh. Preparativi lunghi, laboriosi, che coinvolgono le famiglie intere, nessuno escluso, anche per mesi. Per la città è ogni volta uno spettacolo per gli occhi. E anche per il cuore. Un dono di condivisione e pacifica convivenza. Nella Terracina delle processioni record si è aggiunto ormai da oltre dieci anni questo corteo fatto di abiti tradizionali, canti, balli e strani gesti. I Sikh distribuiscono agli spettatori succhi di frutta, frutti veri e propri, bevande. Perché in questa scenografia sontuosa, si celebra la vita, la gioia del mondo che coincide con la nascita del terzo profeta. Una festa all'insegna dell'amicizia e dell'accoglienza, che ha visto centinaia di persone alimentare un corteo ordinato, colorato anche ieri. Questa comunità vive la quotidianità nel lavoro, e sceglie sempre la domenica, giorno di riposo, per dedicarsi a questo grande evento collettivo, per condividere la devozione al proprio profeta. Per chi non è riuscito ad assistere all'evento, a Borgo Hermada i Sikh celebreranno la festa il 9 settembre. Per benedire il territorio che li ha accolti, che per loro è ora la casa. Piena di contraddizioni, vissuta con sacrificio e in alcuni casi anche tra i soprusi. Ma pur sempre la casa.