A vederlo da lontano, mentre presidia con attenzione la piscina dove decine di bambini giocano spensierati, quel ragazzone alto e dal fisico scolpito sembra un uomo maturo, tutto preso dal suo lavoro estivo.
Nicholas Samele invece ha solo 17 anni, vive con la famiglia nella frazione di Campoleone, a settembre frequenterà il quarto anno presso l'istituto superiore Carlo e Nello Rosselli, ma domenica scorsa il destino ha deciso di trasformarlo per caso in un eroe. Era il primo giorno di lavoro, presso il centro sportivo di via delle Valli: famiglie al sole, musica e tanti ragazzini presi dai loro giochi a bordo piscina. Tra di loro anche Lorenzo – nome di fantasia - un bambino di 11 anni di nazionalità indiana. Giocava insieme ai coetanei, poi un tuffo in piscina che ha rischiato di costargli la vita. «Mi trovavo alla mia postazione – racconta senza indugi Nicholas – e ho notato che il ragazzino si è spostato verso il bordo dove l'acqua era più alta. Si è tuffato, ma dopo qualche minuto mentre nuotava, ho notato che non riusciva a tirare fuori la testa dall'acqua, che iniziava a dimenarsi e così ho deciso subito di intervenire».
Cala il terrore su quella che pareva la prima tranquilla domenica di sole, ma Nicholas con un sangue freddo per nulla scontato quando per la prima volta ci si trova di fronte ad una situazione del genere, si tuffa, estrae dall'acqua Lorenzo e inizia a soccorrerlo. «L'ho adagiato in posizione laterale -racconta - di sicurezza per permettere di liberare le vie aeree. Circa un litro e mezzo d'acqua è scivolata fuori, ma il battito era impercettibile e non respirava. Così ho iniziato il massaggio cardiaco e la respirazione artificiale. Solo dopo sei cicli continui il ha iniziato a tossire e pian piano ha ripreso a respirare». Nel frattempo i titolari della struttura hanno allertato il 118. Pochi minuti dopo l'elicottero è atterrato nei pressi della struttura situata in periferia, ma quando è stato soccorso dagli operatori del 118, Lorenzo era già cosciente. E' stato trasferito per le cure mediche del caso e per accertamenti presso l'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, ma sta meglio e presto verrà dimesso.
Il suo eroe, che da grande sogna di diventare un allenatore di nuoto (si allena alla Rari Nantes di Aprilia), ieri ha ripreso il suo lavoro come nulla fosse, ma dentro anche per lui qualcosa è cambiato. «Quei quattro minuti sono stati terribili per tutti. Abbiamo temuto il peggio, ma al tempo stesso - spiega Nicholas - in quel momento ho pensato solo a cosa fare per salvarlo. Un conto è allenarsi con un manichino, tutt'altra cosa trovarsi di fronte a un ragazzino che non respira e sapere che tutto in quel momento dipende da te. Ho seguito il mio istinto e messo in pratica quello che avevo imparato. Mi rendo conto però che il lavori di assistente ai bagnanti non è per tutti. Bisogna avere testa sulle spalle e sangue freddo per reagire in pochi secondi». E in quei secondi, appeso tra la vita e la morte, per Lorenzo incontrare Nicholas ha significato la salvezza.