Nella provincia di Latina "girano" troppi contanti, così tanti che il territorio entra di diritto nella seconda fascia più alta per il rischio di riciclaggio in tutta Italia.
A dirlo è Il Sole 24 Ore, dove ieri è stato pubblicato un rapporto sul numero di transazioni in contanti in Italia, con il dettaglio provincia per provincia.
Più in generale, ciò che fa scattare l'allarme è che in Italia, le transazioni eseguite tramite contanti rappresentano l'86% del totale, percentuale che conferisce alla Nazione il primo posto nella classifica Ue per utilizzo delle banconote.
Essere primi in classifica, però, non è affatto un buon segno: più si utilizza il contante e più aumenta il rischio riciclaggio, visto che la circolazione delle banconote è una delle cause principali del reato. Il rischio è quindi alto ovunque, in tutta la Nazione, ma non nello stesso modo.
Poche le province a rischio basso, per lo più nel Sud Italia (Sicilia, Sardegna Puglia) e nel Nord Ovest, con quattro eccezioni nel Centro Italia (Grosseto, Fermo, Teramo e Pescara). Poche anche le province a rischio Medio (sempre Sicilia, Puglia e Nord Est). La maggior parte, dunque, restano a rischio medio alto e rischio alto.
La provincia di Latina, così come Caserta, Napoli e Frosinone, è a rischio medio alto, superate però da tutte le province del Centro Italia, partendo da Roma, che sono a rischio alto.
Una mappa dai risvolti tragici, quella del rischio riciclaggio, disegnata dal Ministero dell'Economia e poi rielaborata da Il Sole 24 Ore, che rappresenta una vera e propria radiografia dell'economia sommersa.
C'è un però: la frequenza di utilizzo del contante non è l'unica unità di misura del rischio riciclaggio che, per essere calcolato, necessita di un "indicatore di anomalia" relativa. Come spiegato dal Comitato per la sicurezza finanziaria, presieduto dal dg del Tesoro Alessandro Rivera, la definizione di questo indicatore è la seguente: «Per ogni euro depositato in banca, utilizzando strumenti diversi dal contante, (l'indicatore, ndr.) è considerato come l'ammontare dei versamenti in contanti non giustificati da fattori strutturali locali di natura socio-economica e finanziaria». In sostanza, il contante presente in ogni territorio viene misurato da fattori quali il reddito, i versamenti bancari e il numero di sportelli Atm in rapporto alla popolazione. A questo si aggiunge la componente "illecita", calcolata sulla base dell'intensità criminale, il numero di denunci come traffico di droga o prostituzione.