Altre quattro ordinanze di demolizione per una serie di irregolarità edilizie scovate dalla polizia municipale di San Felice Circeo, segno che sul territorio l'abusivismo edilizio continua a essere una piaga. Nei giorni scorsi la pubblicazione dei provvedimenti amministrativi emessi dall'ufficio Urbanistica. A finire sotto la lente, delle opere illecite diverse fra loro. Si passa da una tettoia realizzata senza i necessari permessi a una vera e propria abitazione completa in ogni sua parte.
Le ordinanze non sono che l'ultimo episodio di un iter burocratico che in qualche caso si trascina da più anni. Per una di queste situazioni, ad esempio, l'informativa della polizia municipale risale al 2014. Allora fu scoperto un manufatto di circa 90 metri quadrati costituito da soggiorno, cucina, bagno e due camere da letto che era stato realizzato senza alcuna autorizzazione su un'area che urbanisticamente appartiene al demanio civico. Sullo stesso terreno, come riportato anche nell'ordinanza di demolizione, erano stati realizzati (sempre in maniera irregolare) 23 metri quadrati di pergolato, un locale tecnico di sei metri quadrati adibito a lavanderia e un altro manufatto precario di 31,5 metri quadrati adibito a magazzino. Ora i privati dovranno ripristinare lo stato dei luoghi entro 90 giorni. In caso contrario, la normativa consente all'Ente di acquisire al patrimonio l'area per provvedere alle demolizioni. Ma a quel punto subentra un problema di altra natura: la disponibilità di risorse finanziarie per effettuare l'intervento.
Come si diceva in premessa, oltre a quella per il manufatto di 90 metri quadrati, sono state emesse altre tre ordinanze di demolizione per abusi edilizi di entità inferiore. Si tratta infatti di una struttura con pali e cannucce e del posizionamento di una roulotte su area sottoposta a vincolo; di un ampliamento di circa 13 metri quadrati ultimato e arredato in ogni sua parte e realizzato in area agricola in base al piano regolatore vigente; della realizzazione di una tettoia di 8,20 metri quadrati.
Abusi che in tutti i casi - fermo restando un possibile ricorso al Tar nei termini previsti da legge, ossia 60 giorni - dovranno essere demoliti da coloro che sono stati individuati quali responsabili dell'irregolarità.