Chi salva le statue di Palazzo M
«Ci siamo quasi». Così Maurizio Guercio, presidente del comitato "Salviamo le Statue", annuncia che il traguardo 28mila euro per il ripristino delle statue di Palazzo M, è ormai prossimo.
Ancora ci vorrà qualche giorno per i dettagli - probabilmente ci sarà una conferenza quando la raccolta fondi sarà ufficialmente conclusa - ma il grande contributo dato dalla cittadinanza ha portato il comitato ad un passo dal traguardo. Insomma, è cosa fatta.
Questo grazie a tanti privati, che hanno voluto contribuire a far risorgere la storia del capoluogo, per troppo tempo abbandonata a se stessa. E a farlo non sono state solo aziende, piccole o grandi, ma anche i privati cittadini.
L'ultima importante donazione proviene da una memoria storica della città: si tratta di Rossana Rossetti, 91 anni, figlia di Vincenzo Rossetti, il primo medico arrivato nella palude pontina nel 1926. La signora, dopo aver saputo dell'iniziativa, ha voluto contribuire con un'importante donazione. Raccogliere i fondi è stato più semplice del previsto: l'iniziativa del comitato, che si avvale dell'Art Bonus e della collaborazione di Comune, associazioni, Banca Popolare di Fondi e cittadini, ha mosso davvero un gran numero di realtà e persone. L'iniziativa permetterà di restaurare le statue marmoree dei giardini di Palazzo M, "Il Pane" e "La Madre rurale", le figure femminili scolpite nel bianco marmo di Carrara dallo scultore Ulderico Conti nel 1937, dopo essere sopravvissute ai drammatici bombardamenti bellici della Seconda Guerra Mondiale. Già in passato, qualcuno si era accorto del loro deteriorarsi, a causa non solo del tempo, ma anche dei gas di scarico delle automobili e altro ancora. Tra i primi a segnalare il problema, l'architetto Maurizio Guercio, presidente del comitato civico "Salviamo le Statue". Per sistemarle servono circa 28mila euro per il restauro, secondo la stima dell'ex direttore scientifico del Museo di Latina, Francsco Tetro. Soldi che, a breve, saranno pronti per essere spesi proprio per loro, le statue, che torneranno a splendere nel cuore della città.

Un team di aziende si prende cura dell'opera in piazza del Quadrato
Latina merita di essere guardata e non soltanto vista. Merita di essere curata e custodita. È quello che è accaduto al Gruppo Scultoreo Famiglia Rurale, posto sull'edificio di Piazza del Quadrato, motivo per cui la Sovrintendenza dietro comunicazione del proprietario del palazzo, l'architetto Giuseppe Venturi, dal 2016 ha cominciato a cercare delle imprese private per il restauro.
A rispondere all'appello è stata una ditta d'eccellenza del territorio, la Damiani Marmi, insieme alla Ditta Tecno Edile Toscana. Entrambe si sono offerte di procedere ai lavori di restauro, condotti da Roberto Scalesse della Erressegroup di Priverno, in collaborazione con Elena Damiani della ditta Damiani Marmi, senza alcun compenso economico, ma in qualità di sponsor tecnico.
Sui ponteggi offerti da Pevedil, un'azienda di Fondi, già allestiti per mettere in sicurezza l'opera durante i lavori d'indagine, saranno infatti affissi i Banner con i nomi delle ditte. Danilo Sebastiano di Senso si occuperà della sicurezza sul lavoro, mentre Gaia Progetti Integrati si occuperà della direzione dei lavori.
«La scultura in graniglia cimentizia con caratteristiche chimico-fisiche affini alla pietra marmorea - spiega Elena Damiani - si trova in un grave stato di degrado così insieme al proprietario abbiamo creato un team d'imprese team di imprese. Dapprima è stata contattata la Tecno Edile Toscana rappresentata da Alfredo Bonaccini il quale metterà a disposizione i materiali per il consolidamento e la stuccatura del bene».
Un attento work in progress sta conducendo il team d'elite ad intervenire sulla scultura, ma essendo sottoposta ad un vincolo e versando in gravi condizioni, lìintervento di restauro, sottoposto allìalta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone, Latina e Rieti, rende necessario svolgere delle indagini diagnostiche preventive eseguite in collaborazione con l'Ordine degli Architetti e il Comune di Latina, dal restauratore Roberto Scalesse e dalla collaboratrice tecnica Elena Damiani condotte con alta tecnologia, volte a comprendere i fattori di degrado.
Terminate le indagini diagnostiche in corso verrà redatto un documento esplicativo da presentare alla Soprintendenza e in caso venga accettato inizierà l'intervento conservativo vero e proprio.