Quando è giorno di consegna, a Campodimele c'è movimento. La gente aspetta alla finestra o si raduna nella piazza del paese e chi vive nelle contrade, per non rischiare di mancare all'appuntamento col postino, si mette fuori dall'uscio o anche lungo la strada. Da qualche tempo tutti attendono Jason Capodiferro, un ragazzo di 24 anni di Lenola, dipendente di Poste italiane dal 2014 e da gennaio assunto a tempo indeterminato. È lui il giovane sorridente con il "buongiorno" sempre pronto e la borsa di servizio munita di palmare e "postino telematico", a consegnare le comunicazioni ai residenti di Lenola e Campodimele. La sua giornata inizia la mattina presto al centro di distribuzione di Fondi, dove organizza le consegne, poi sale sulla Panda aziendale e comincia il giro per le colline degli Aurunci.

Noi lo incontriamo a Campodimele mercoledì 12 giugno. Il paese festeggia Sant'Onofrio, patrono di Campodimele. È festa grande. C'è la processione, il Comune è chiuso e i campomelani sono a messa. Jason inizia il giro, lascia le lettere nelle cassette, qualcuno lo riconosce, lo ferma. «Hai qualcosa per me oggi?». «Quando passi a casa?». Si capisce subito che Jason è più di un postino. È il ragazzo della porta accanto. È appena entrato nel mondo del lavoro ed è già pronto a gestire un rapporto tra generazioni, fatto di rispetto e affetto. Nel paese della longevità Jason rappresenta l'arrivo delle novità come fa un nipote quando arriva a casa dei nonni. Consegna le bollette, gli avvisi dell'Inps, ma anche le storie da fuori. Come le pensioni che arrivano dall'estero agli emigrati tornati al paese. «Alcuni, per lavorare, non hanno potuto studiare e mi chiedono di leggere le lettere», ci racconta. «È così che ho instaurato rapporti e questa componente umana ed emotiva mi ripaga dello sforzo in più che c'è da fare dal punto di vista del territorio. A volte mi offrono il caffè e non vogliono sentire rifiuti. A volte anche un bicchierino, ma quello non lo accetto» ride.

Le difficoltà non mancano: «Sono arrivato con il mio palmare a firma elettronica che consentirebbe di offrire molti servizi a domicilio, il postino telematico, ma mi sono reso conto che una popolazione anziana ha difficoltà. E poi, ci sono moltissime strade senza nome o con indirizzi senza numeri civici. Solo chiedendo sono riuscito ad arrivarci». Seguiamo Jason in contrada "Pozzi della valle", poche sparute case raggiungibili con l'auto attraverso una stradina. Ha ragione. Ci si perde. Ma Jason non fa una piega. Il suo tatuaggio "Resilienza", sembra una filosofia di vita. Si fa quel che si deve. Al centro di distribuzione di Fondi (dove si raccoglie la posta di Monte San Biagio, Fondi e Sperlonga, Lenola e Campodimele, 19 mila famiglie, 3 mila imprese e 13 mila numeri civici) la direttrice Brigida Rossi lo sostiene in tutto. D'altronde Poste ha una tradizione, quella dei "portalettere", che dura da 150 anni. Jason la incarna alla perfezione.