Il Comune di Aprilia ignora le azioni di contrasto al gioco d'azzardo, dimenticando in un cassetto l'idea di approvare un regolamento avanzata da 14 associazioni del territorio. Un ritardo che sta creando malumori tra i proponenti, che non riescono a comprendere l'inspiegabile atteggiamento dell'amministrazione Terra. A distanza di otto mesi dalla lettera protocollata negli uffici di piazza Roma (15 novembre 2018) la maggioranza civica non si è ancora attivata per analizzare la richiesta di istituire un regolamento che disciplini il gioco legale, fissando dei «paletti» sugli orari di apertura degli esercizi che dispongono di slot machine o altri apparecchi, nonché sulla distanza dei luoghi ritenuti sensibili (come le scuole). Una proposta avanzata dall'associazione «Reti di Giustizia - I cittadini contro le mafie», che ha trovato poi l'adesione di altre tredici realtà associative (Azione Cattolica di Aprilia, Movimento dei Focolari, Anpi sezione Vittorio Arrigoni, Agesci Aprilia 1, Frusta Politica, comitato Soci Coop, Csi Latina, Arte Mediterranea, Fermenti Aprilia, Notemozioni, Nani Ludici, Le Quattro Torri e Loro Di Napoli) per affrontare in maniera concreta un problema sociale, sanitario, economico e di ordine pubblico legato al diffondersi del gioco d'azzardo. Ad Aprilia negli ultimi tempi c'è stata una crescita preoccupante di locali con videolottery (VLT) e slot machine (AWP), attualmente infatti la città ospita ben 513 apparecchi con un numero di giocate pari a 6,9 per ogni abitante. Tuttavia la richiesta di un regolamento sembra essere caduta nel dimenticatoio, visto che la giunta Terra non ha risposto ai proponenti che a gennaio avevano sollecitato l'avvio dell'iter. Nemmeno quell'appello però ha smosso la situazione, se non tramite le parole dell'assessore ai Servizi Sociali Francesca Barbaliscia che a maggio ha affermato che: «Il Comune si è preso più tempo per studiare il regolamento».
Una frase che è sembrata più di circostanza, visto che in otto mesi l'amministrazione civica non solo non è riuscita a convocare una commissione per avviare l'iter, ma non ha nemmeno risposto alla lettera delle associazioni firmatarie. Dimostrando una scarsa volontà di coinvolgere i proponenti in questo percorso. Davvero una brutta caduta di stile per la coalizione civica, che questo atteggiamento appare disinteressata verso un argomento tanto importante quanto preoccupante per il territorio.