Urbanistica
24.06.2019 - 17:15
Continua il «braccio di ferro» tra il Consorzio per lo sviluppo industriale Roma-Latina e il Comune di Aprilia dopo l'approvazione della variante integrativa al Prt da parte dell'Asi. Una variante modificata e meno «impattante» rispetto a quella adottata dal 2011, sulla quale il Comune presentò un ricorso al Tar di Latina, ma comunque sempre problematica per l'amministrazione Terra che - durante la commissione Urbanistica di giovedì - ha annunciato l'intenzione di presentare delle osservazioni. Un'intenzione piuttosto scontata dopo che il voto contrario espresso da Aprilia nell'assemblea dei soci che ha dato il via libera alla variante, anche se in aula le critiche sono state più «soft» rispetto al passato. L'assessore all'Urbanistica Salvatore Codispoti e il dirigente Paolo Ferraro, nei loro interventi hanno illustrato le loro preoccupazione, che riguardano soprattutto i quartieri Vallelata, Poggio Valli e Bellavista (e i relativi centri abitati), visto che i confini delle zone di espansione industriale del Prt si sovrappongono con i confini delle abitazioni della variante speciale di recupero dei spontanei e potrebbe andare in conflitto anche con le future opere stradali da realizzare in zona. «I motivi di contrarietà sono diversi. Uno riguarda il fatto che gran parte della variante ricade in aree dove è prevista la viabilità per la Roma-Latina. E più in generale, lo strumento urbanistico - spiega Codispoti - corrisponde in alcuni punti si sovrappone alla variante di recupero e passa non distante dalla stazione ferroviaria: uno scalo dove transitano quotidianamente decine di migliaia di persone e che intendiamo valorizzare. Il nuovo piano Asi ha ridotto il suo raggio d'azione rispetto al passato, stralciando alcune zone, ma rimangono queste perplessità e perciò abbiamo votato contro» .Il dirigente Ferraro ha invece osservato alcune aspetti tecnici. «Ci preoccupa il fatto che con la variante si permetta alla società e agli agglomerati del Consorzio di poter fare richiesta di ampliamento, richiesta pericolosa perché vuol dire aprire a numerose modifiche dei confini. Inoltre nell'atto c'è un'apertura a tutta una parte commerciale, che ignora le nostre pianificazione in materia. E per le aree a verde attrezzato ci vogliono criteri più stringenti, che tengano conto della distanza dei centri abitati e dell'impatto sonoro. Perché, in passato è stata realizzata in via delle Valli una pista da kart che ha provocato problemi ai residenti».
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