Hanno accusato gli uffici del Suap del Comune di mancata collaborazione, di aver posto ostacoli e intoppi a tre giorni dalla manifestazione «Il mercatino della tradizione italiana». L'associazione Pro Loco Latina-centro mare lo ha fatto in una conferenza stampa creando non pochi malumori in Comune. Se da una parte gli organizzatori hanno tenuto a precisare la loro stima per l'assessorato di Di Francia, dall'altra è difficile spiegare come si possa disgiungere la parte gestionale dei servizi dalla parte politica che dovrebbe governali. E ancor di più è difficile spiegare come mai l'amministrazione delle regole, sempre solerte nel rintuzzare ogni critica, si sia chiusa per due giorni in un imbarazzante silenzio senza replicare ad un privato che lamenta di non aver ottenuto con fluidità l'autorizzazione a svolgere una manifestazione. Ha scelto di rompere questo silenzio, anche se ormai sulla porta di uscita, l'assessore alle attività produttive Giulia Caprì. Davvero l'ufficio attività produttive, diretto dalla dirigente Grazia De Simone, ha fatto da scomodo filtro mettendo i bastoni tra le ruote all'evento? Non si direbbe a leggere le parole dell'assessore e conoscendo come funziona il Portale Impresa in un giorno che permette procedure telematiche trasparenti e visionabili in tempo reale. «Il Suap ha degli standard elevati, di livello nazionale – dice Caprì questo anche grazie alla volontà di digitalizzare il servizio per garantire una maggiore trasparenza. Storicamente tra maggio e settembre c'è grande concentrazione di lavoro che deve essere affrontato da un organico ancora carente». Caprì risponde alla Pro Loco con fermezza sottolineando che «non c'è mai stata la volontà di ostacolare il lavoro di nessuno, né sono stati fatti favoritismi. Con il programma utilizzato è tutto online quindi è tutto tracciato e facilmente controllabile. La nostra intenzione, ribadisco, è sempre stata quella di fare rispettare le regole, da tutti, nessuno escluso». Da quel che risulta la Pro Loco ha presentato la pratica il 17 giugno per l'evento che doveva svolgersi il 20. Il 18 il Suap rispondeva che non era possibile la Scia per quella tipologia di manifestazione fieristica in tre giorni in centro, perché la Scia viene fatta per eventi che si esauriscono entro 24 ore e con un afflusso inferiore a 200 persone. Da qui la richiesta di presentare il modulo per un mercatino del commercio su area pubblica, ma il 19 gli organizzatori ritentano con medesima modalità e a loro viene spiegato che serve un piano della sicurezza. Da lì sono iniziate le prime rimostranze già in ufficio e poi è arrivata la scelta successiva degli organizzatori di gettare la spugna. Proceduralmente il Suap ha applicato la normativa e proprio sul fronte della sicurezza Caprì non ha dubbi: «Se parliamo di regole legate alla sicurezza, potranno pure risultare particolarmente stringenti, ma sono legate all'incolumità dei clienti/fruitori dei servizi che passano per lo sportello».