Il post del consigliere comunale e capogruppo di Lbc Dario Bellini era lì, sulla sua bacheca social, fino a poche ore fa. "La vile idiozia squadrista è pronta a tutto in questa città, bisogna gettar fango su questa amministrazione a qualsiasi costo! Ed è questo ciò che muove gentaglia del genere. Domattina il bagno chimico verrà riposizionato nel giusto luogo". La storia è piccola, riferita ad una circostanza gretta. Di quelle storie piccole di cui è disseminata una città che ha ancora troppo poco della dimensione da comunità moderna, aperta e ariosa e molto del clima chiuso, provinciale, ristretto dei piccoli gruppi pronti a beffeggiarsi dal palcoscenico del web. La storia è quella dei bagni chimici del litorale, servizio annuale necessario per i cittadini, un atto dovuto che non meriterebbe neanche due righe nei volantini pubblicitari della Sebach. Invece nella città delle storie piccole i bagni chimici, quest'anno passati dalla plastica al legno, diventano notizia da rincorrere sui post dei consiglieri comunali di maggioranza. Perché si sa, laddove il decoro è parola insidiosa, laddove persistono fontane spente, passerelle sul lido rotte, materassi e comodini ai cassonetti, topi nelle scuole e buche per strada, anche un wc lastricato di grazioso e decoroso legno diventa un modo per ridare un tocco di vernice al quadro grigio e spento di un litorale da cartolina anni Settanta. 

La segnalazione di accusa di Bellini è affrettata, umorale, di pancia. E' profondamente convinto, dopo la segnalazione di cittadino, che un bagno chimico installato da poche ore sia stato spostato su un posto per disabili da vandali "teleguidati" che vogliono mettere i bastoni tra le ruote all'amministrazione. Vede lo squadrismo dove non c'è, il complotto pseudo politico dove invece persiste, ma nessuno si sofferma a parlarne, l'errore volutamente sciatto di almeno tre soggetti, la ditta che ha posizionato il bagno, il responsabile del procedimento del Comune che doveva controllare e il consigliere di maggioranza che ha fatto le foto, senza accorgersi dello sbaglio marchiano, per posizionare il post nella vetrina delle cose fatte. Perché quei bagni erano stati messi in origine proprio lì, e sarà Bellini a riconoscerlo in una tardiva presa di coscienza dopo decine di segnalazioni (il web non perdona). Una presa di coscienza a metà, perché sotto sotto Bellini è convinto che lo squadrismo sia una realtà di questa città, perché, e lo dice a chiare lettere, il suo post continua ad essere calzante con le vandalizzazioni di fontanelle, cestini, piante e panchine, "in una parte - dice – figlie di un infimo disegno politico". Oggi ammette l'errore sotto un nuovo post dove annuncia che il bagno è stato riposizionato correttamente.

Oggi, nei tempi della deriva di governo strombazzata a suon di social e della velocità di pensiero e di tasto, una comunicazione responsabile è terreno scivoloso per tutti, perché richiede lentezza, riscontri, riflessione, ponderazione. E solo quella chiara e verificata diventa inclusiva, aperta, connettiva, crea collegamenti e si nutre di relazioni e della possibilità di nuovi significati che l'arricchiscano. Non è rancorosa, non mette paletti, non alza muri. E dovrebbe saperlo proprio il consigliere comunale, che è anche il cervello e la guida del gruppo politico che guida la città, e che tre anni fa ha promesso un nuovo libro, una nuova comunicazione, una politica del "noi" contro quella del singolo interesse e del singolo orticello. Perché Lbc non parla più alla gente masticando solo la cultura del sospetto? Che ne è stato dei volti di tanti anonimi cittadini nei filmati elettorali che rappresentavano la voglia di una città di uscire dal letargo, che ne è stato di quei pezzi interi ed eterogenei di società che hanno votato alle urne il cambiamento, di quegli incontri nella sede troppo piccola per contenere tutti, dell'apertura ai comitati e ai cittadini? Sono bastate le critiche ai primi errori, commisurate alla grande aspettativa civica, ad affossare la voglia di confrontarsi, di aprirsi alla città e a ingenerare invece quella di chiudersi nella torre d'avorio, di auto-confinarsi nel cerchio di quattro fedelissimi pronti al prossimo post di denuncia?

 

I vandali, purtroppo, ci saranno sempre, e rischiano di aumentare ancora in quella Latina dove indecenze edilizie, sciatterie quotidiane e opere mancate sono sempre più forti del decoro. Non ci saranno sempre, piuttosto, Dario Bellini e la sua Lbc, a tempo limitato come tutti i governi cittadini, e a rischio fondato di prossima scadenza proprio perché non hanno provato ad usare meglio la testa, e le parole, per avvicinare i cittadini e raccontare meglio la città che stanno governando. E per provare ad essere più forti dei vandali e delle critiche di una comunità.