Un progetto nato sotto una cattiva stella. È Circe 2.0, la guida del turista per smartphone e tablet del quale, ad oggi, dopo un maxi debito fuori bilancio, non resta più traccia. Già, perché non è stato rinnovato il dominio (www.opendatacirceo.it), che infatti risulta acquistabile a 3,99 euro. Stesso discorso per le app, che sono scomparse dallo store di Google e iOS. Il risultato, ora, è la perdita di tutto il lavoro svolto. Un investimento, insomma, che non ha portato a nulla. Soldi del Comune, tra l'altro, visto che i fondi europei sono stati restituiti a seguito dei controlli svolti dagli organi preposti con esito negativo. Il che si è tradotto in un debito fuori bilancio da oltre 145mila euro riconosciuto dall'assise civica.
Ora a questa complessa vicenda si aggiunge un tassello: la sparizione di tutto il materiale che era presente sul dominio internet non rinnovato. C'è da dire che la guida del turista non ha riscosso il successo sperato, visto che qualche tempo dopo il suo lancio contava pochissimi download sugli store di Apple e Android. Ma il lavoro è stato comunque svolto e pagato. Parliamo ad esempio dell'inserimento di dati di varia natura, della loro indicizzazione, della creazione di supporti multimediali e così via. Nel concreto, si trattava di: 112 siti di interesse storico-naturalistico catalogati; 100 strutture ricettive catalogate; 100 audio-guide in italiano e in inglese prodotte; 500 fotografie caricate; 112 descrizioni di punti d'interesse inserite.
Dati che non si sa bene che fine abbiano fatto. Dal link ancora presente sul sito del Comune, infatti, la pagina web da cui scaricarli non risulta più disponibile. Il dominio sotto al quale erano "ospitati" il database e l'applicazione al momento è libero. Chiunque, con pochi euro, potrebbe acquistarlo.
Sul caso è intervenuta anche l'associazione "Lapis". «Si parla di città della cultura e poi - affermano - questi sono i risultati. Dopo aver investito delle risorse finanziarie, il lavoro fatto è andato perso o per negligenza o per incapacità. Sarebbe bastato pagare per tempo i rinnovi, il cui costo è davvero irrisorio. Invece così non è stato. Come associazione siamo pronti a segnalare a chi di dovere quanto accaduto affinché venga fatta chiarezza e vengano accertate eventuali responsabilità».