Il Tar del Lazio ha sospeso l'efficacia di tutti i documenti attraverso i quali era stata bloccata la possibilità di tenere aperti dei chioschi adibiti a punto ristoro sui tratti di spiaggia libera dati in concessione ai privati da parte del Comune di Nettuno.

I giudici amministrativi di Roma, infatti, hanno accolto la richiesta di misure cautelari presentata da due degli affidatari dei tratti di arenile, rinviando la discussione nel merito al 10 gennaio 2020, in quanto si evidenzia «la sussistenza di un quadro fattuale e giuridico complesso che merita un adeguato approfondimento nella più opportuna sede del merito». Tutto era iniziato a settembre dell'anno scorso, quando la Regione Lazio aveva inviato una nota per chiedere all'ente di viale Matteotti di diffidare gli assegnatari dall'aprire dei punti ristoro, con le strutture di facile rimozione da adibire esclusivamente per servizi connessi con l'attività di noleggio delle attrezzature balneari. Poi, dopo pareri e documenti, si era arrivati alla convenzione per il 2019 - sottoscritta con riserva dai concessionari -, nella quale non si prevedeva espressamente la possibilità di svolgere servizi di noleggio attrezzature e di chiosco-bar.

Il Tar, analizzando tutta la situazione, ha sottolineato i diversi aspetti da approfondire e, essendo la "carne al fuoco" davvero molta, ha deciso di discutere con più attenzione il caso. Nel frattempo, però, si legge nell'ordinanza dei giudici, «occorre accordare la chiesta misura cautelare, atteso che l'assegnazione della convenzione ha valenza triennale (annualità 2018-2020) e che sono già stati affidati i servizi in parola per la stagione balneare 2019». Dunque, almeno per adesso, tutto resta come l'anno scorso.