Nessun abuso d'ufficio. E nessun favoritismo nei confronti del figlio. Questa la sentenza del Tribunale di Latina che ha assolto la Dirigente scolastica dell'Istituto Omnicomprensivo "Giulio Cesare", Miriana Zannella, dall'accusa di aver inserito in seconda fascia, e non in terza, le domande degli aspiranti docenti con abilitazione conseguita all'estero. La preside, difesa dall'avvocato Franco Martellucci, aveva ricevuto una denuncia-querela nel 2017 con l'accusa di aver redatto le graduatorie provinciali, di circolo e di istituto, di seconda e terza fascia del personale docente ed educativo, con violazione del Decreto ministeriale 374 dell'1 giugno 2017 (relativo all'aggiornamento della seconda e terza fascia della graduatoria di circolo e di istituto del personale docente ed educativo per il triennio scolastico 2017/18, 2018/19, 2019/2020) inserendo nelle graduatorie provinciali le domande di aspiranti docenti in possesso di abilitazione all'insegnamento conseguita in Paesi dell'Unione Europea non aventi il riconoscimento formale del titolo con Decreto del Ministero dell'istruzione, dell'Università e della Ricerca, tra i quali il proprio figlio, inserendoli nella seconda fascia e quindi alterando il relativo punteggio conseguito dai singoli docenti nella graduatoria provinciale.
Ieri la sentenza del Tribunale di Latina ha assolto da ogni accusa la dirigente per non aver commesso alcuna violazione nella redazione delle graduatorie e per non aver favorito il proprio figlio che aveva gli stessi diritti di tutti gli altri candidati. Rigettata, dunque, la domanda di parte civile che non ha subito alcun danno e completa riabilitazione della Dirigente scolastica che era stata sospesa dalle funzioni.