Un cavillo burocratico preclude al Comune di Aprilia la possibilità di accedere ai finanziamenti messi a disposizione di Comuni e associazioni dalla Regione Lazio per la riqualificazione, la trasformazione e l'utilizzo a beneficio della comunità dei beni confiscati alle mafie. Una disdetta per l'amministrazione Terra, che dopo anni di palpitante attesa solo alla fine del 2018, era riuscita a ottenere dall'Agenzia Nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati l'assegnazione della villa in via dei Ciliegi, zona La Gogna, appartenuta a un usuraio e i due capannoni al civico 2B di via dell'Industria che vennero sequestrati a febbraio del 2001 al cassiere della Banda della Magliana Enrico Nicoletti. Già attraverso una delibera pubblicata il 22 novembre scorso l'amministrazione Terra aveva espresso la volontà di vedersi assegnare i due immobili, per trasformare il primo in un Centro polifunzionale per l'infanzia e l'adolescenza, l'altro vista anche l'ubicazione in zona industriale in un centro per il riuso. Una volontà rinnovata dal sindaco Antonio Terra durante la conferenza dei servizi al Viminale del 30 novembre scorso e ad assegnazione ormai avvenuta attraverso la delibera di giunta 6 del 14 gennaio scorso: documento attraverso il quale la giunta Terra approvava il progetto preliminare per trasformare la villa di via dei Ciliegi in una struttura di accoglienza per minori e candidava il piano di ristrutturazione dell'immobile per un costo presunto di 69 mila euro, a ricevere risorse messe a disposizione della Regione attraverso bando.
La risposta della Regione purtroppo non è stata quella sperata: mentre comuni come Velletri, Pomezia, Norma e San Felice Circeo hanno ottenuto le risorse richieste - da un minimo di 20 mila a un massimo di 70 mila euro - il Comune di Aprilia figura tra i 5 enti esclusi dalle possibilità di finanziamento per un difetto di tempistica: l'istanza è stata automaticamente esclusa senza neppure essere valutata, in quanto alla data di pubblicazione del bando l'ente di piazza Roma non aveva ancora acquisito al proprio patrimonio indisponibile il bene oggetto della richiesta di finanziamento, procedura completata solo il 21 dicembre 2018. Come spesso accade nei bandi pubblici infatti, la condizione per poter partecipare era quella di essere assegnatari dell'immobile oggetto dell'intervento all'uscita del bando, requisito che l'ente ha invece maturato successivamente e comunque prima di presentare il progetto. A meno che l'amministrazione non riesca a reperire altri tipi di finanziamento, almeno per ora l'ambizioso piano di ristrutturare la villa confiscata, rendendola a norma e adatta a ospitare il centro per i minori dovrà attendere.