La cultura messa da parte, i musei gestiti come uffici, un addio nel silenzio e senza una parola da parte di Lbc. Si è chiusa con una punta di amarezza l'esperienza di Francesco Tetro come direttore dei musei civici di Latina. Ma la replica puntuale dell'assessore alla cultura Silvio Di Francia non si fa attendere e, in qualche modo, lascia la porta ancora aperta alla professionalità dell'architetto che fu assessore nella giunta Finestra. Scrive Di Francia: «Posso dire che nei pochi mesi di frequentazione i rapporti con l'architetto Tetro sono stati cordiali e improntati a uno spirito di collaborazione. Era già qui quando sono arrivato ed era stato lui stesso a illustrarmi le gravi carenze di risorse e personale del Museo Cambellotti e della piccola Pinacoteca civica. Era già in corso la mostra romana dedicata a Cambellotti nel Museo di Villa Torlonia a Roma e avevamo entrambi rilevato come l'accordo con i musei di Roma e una galleria privata fosse stato poco generoso verso Latina e verso il prestito di opere senza le quali non ci sarebbe stata la mostra stessa». Di Francia spiega che il contratto di Francesco Tetro come Direttore Scientifico era già scaduto, in quanto le norme non ne avrebbero consentito la prosecuzione in stato di quiescenza. «Era stata possibile, infatti, solo una prosecuzione di consulenza gratuita. Tetro stesso sapeva, da tempo, che il Comune era obbligato a emettere un bando per reperire un Direttore secondo le norme Mibac e una richiesta della Regione Lazio, al fine di far rimanere il Museo nella rete regionale dei musei». A settembre è previsto l'avviso pubblico per tale figura. Di Francia dice di scoprire ora che Tetro aveva da tempo meditato di allontanarsi dall'incarico per dissenso politico. «Avrei altrimenti agito in modo diverso. Va da sé che non mi occupo – non è questo il mio mandato - di questioni relative al movimento politico di cui faceva parte Tetro, né conosco la rete di relazioni intessute nei vari circoli cittadini. So che di fronte a proposte utili di valorizzazione dei nostri piccoli (per dimensioni) musei non mi sarei certo tirato indietro. Non ne ho ricevute molte, tranne una, tramite Tetro, proveniente da una galleria romana, che del resto conosco. So che ho trovato, invece, un'attività di valorizzazione degli spazi che va incoraggiata e che, per quanto ho potuto, ho incoraggiato: visite, attività culturali, esperienze artistiche. Un museo, non importa quanto grande, non vada vissuto, alla stregua di un archivio, ma debba aprirsi ai cittadini. Come fanno tutti i musei italiani». Il problema però sono le risorse, entusiasmo e personale. «Sulle prime due si sta lavorando - dice - risorse importanti richieste alla Regione Lazio e un Direttore Scientifico formalmente nominato. Sulla terza, un numero adeguato di personale, bisogna ancora, purtroppo, fare un bel tratto di strada. Se Tetro – conclude - vorrà proseguire qualsiasi forma di collaborazione, troverà sempre porte aperte e orecchie attente».