Trasporto pubblico
19.07.2019 - 08:30
Un aumento di assenze per malattia tra gli autisti è un fenomeno da controllare a vista per ragioni di sicurezza perché rappresenta una seria preoccupazione sia per la salute dei lavoratori che per la garanzia della regolarità del servizio di trasporto pubblico. Abbassa i toni e corregge il tiro l'azienda titolare del trasporto pubblico Csc dopo l'accesa polemica scoppiata nei giorni scorsi proprio a seguito della sua denuncia che puntava il dito contro l'assenteismo dei lavoratori. Csc nella nota inviata al Comune, agli assessori e ai presidenti delle commissioni trasporto e trasparenza aveva usato toni che non lasciavano molto spazio all'interpretazione. Se il 28% degli autisti dei mezzi pubblici hanno fatto il 70% delle assenze, Csc bollava il fenomeno definendolo con molta sicurezza come «mai registrato in alcuna azienda del settore italiano ed europea» e si sentiva «vittima di un comportamento irresponsabile e recidivo sollecitando l'intervento di Prefettura, Procura, Asl e Inps». Ieri invece, sia in commissione trasparenza, convocata sul tema da Matilde Celentano, sia in una nota Csc ha stemperato la polemica su quei sospetti di interruzione di pubblico servizio da imputare al personale. Il presidente dell'azienda Giuseppe Ottone ha riconfermato i dati, ritenendo doveroso condividerli con l'amministrazione e la commissione, ma per declinarli in termini di preoccupazione per la salute dei propri dipendenti, per l'efficienza del servizio e per la sicurezza degli utenti. «L'azienda non pone in discussione la professionalità e la deontologia dei medici curanti che certificano le malattie né tantomeno lo stato di salute dei propri dipendenti, ma non può esimersi dall'intraprendere un progetto attuativo, con il coinvolgimento dell Asl, di confronto diretto tra il medico competente dell'azienda e il medico curante del dipendente».
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