Il Comune di Aprilia prende tempo per chiedere al Pm di poter visionare il fascicolo delle indagini condotte dalla Dda di Roma e del processo in corso a Velletri a carico di Sergio e Giampiero Gangemi, Patrizio Forniti e Mirko Morgani con le accuse di tentato omicidio, estorsione e usura in concorso. Tuttavia l'ente, malgrado la richiesta del consigliere di maggioranza Vittorio Marchitti di dare un segnale forte in una città che compare costantemente nei rapporti annuali sulla presenza delle mafie a livello locale, con ogni probabilità non si costituirà parte civile nel processo. Una richiesta avanzata dalle associazioni Reti di Giustizia e La Frusta Politica, ma ritenuta dalla gran parte dei commissari troppo debole per essere accolta. La commissione consiliare è stata così lo spunto per pensare di elaborare un regolamento che metta nero su bianco i criteri per la futura costituzione di parte civile del Comune di Aprilia ma non per dare una risposta nel caso specifico. E così l'ente che come ricordato dal sindaco Antonio Terra a inizio seduta si è costituito parte civile nel caso A.Ser, della discarica dei veleni di via Corta, questa volta lascia correre derubricando i gravi fatti come reati ordinari, pur trattandosi come sottolineato da Fabrizio Marras di «condotte intimidatorie che recano danno all'immagine del comune e al tessuto sociale».
«Senza l'aggravante dell'associazione di stampo mafioso – ha dichiarato il consigliere Marco Moroni di Unione Civica sulla scia della relazione presentata in aula dall'avvocato Massimo Sesselego - siamo di fronte a reati molto gravi ma comuni ed è assai difficile che il giudice accolga la richiesta. Quanto al regolamento e ai casi futuri va tenuto presente che la costituzione di parte civile ha un costo e le spese vanno nel caso previste nel bilancio rendendo la questione più complessa». Salvo la richiesta di approfondire il caso specifico prima di dare una risposta definitiva, presentata da Domenico Vulcano, maggioranza e opposizione sono parse inclini a bocciare la richiesta, sulla scia delle perplessità manifestate dall'avvocato del comune sul buon esito della procedura e fatte proprie anche dal presidente Omar Ruberti e dai consiglieri di maggioranza Moroni e Cola. Unica voce fuori dal coro il consigliere di Forum per Aprilia Vittorio Marchitti. «Questa città anche negli anni passati è stata descritta come una piccola Chicago – ha detto – ed è stata interessata da sequestri, operazioni di polizia e speculazioni. Preferirei fosse un giudice a dichiarare che non possiamo costituirci parte civile, fornendo motivazioni che rigettino la richiesta asserendo che queste condotte mafiose non costituiscono un danno di immagine».